Logopedista: una figura utilissima per gli adulti con problemi uditivi

Quella del logopedista è una figura che sa rivelarsi davvero molto importante per coloro che hanno difetti uditivi e che, per tali ragioni, devono utilizzare degli apparecchi acustici.

Il ruolo cruciale di questi operatori per quel che riguarda il benessere di queste persone è poco noto, eppure merita di essere sottolineato in quanto assolutamente fondamentale.

Ma andiamo per gradi, chiedendoci anzitutto chi è il logopedista.

Chi è e cosa fa il logopedista

Per scoprire chi sia il logopedista è utile partire dall’analisi etimologica di tale parola, che deriva dai termini greci “logos”, che significa discorso, e “paideia”, che significa educazione.

Come si può intuire, l’obiettivo del logopedista è quello di restituire una condizione ottimale a quelle persone che hanno difficoltà a comunicare, sia in termini di linguaggio che di impostazione della voce.

Un professionista preziosissimo anche per la qualità comunicativa degli adulti

Il fatto che si tratti, come detto, di un percorso “educativo” può portare a pensare che il logopedista, professionista che diviene tale dopo aver concluso l’apposito percorso universitario, si rivolga prettamente ai bambini; sicuramente è frequente che sia chiamato in causa per aiutare dei pazienti giovanissimi, ma non è affatto raro che si riveli importante anche per il benessere di persone adulte.

La gamma di stati patologici che il logopedista può curare, d’altronde, è enorme, e molti di essi riguardano appunto prettamente gli adulti: disfonia, balbuzie, disatria, disfagia, afasia e molti altri ancora.

Come un logopedista può aiutare chi soffre di ipoacusia

Come si diceva, il logopedista sa rivelarsi utilissimo per chi convive con un problema uditivo, problema che, tra le altre cose, può gradualmente portare la persona a vivere una vera e propria condizione di isolamento sociale.

Il logopedista, dall’alto della sua competenza ed esperienza, può strutturare un percorso rieducativo che da un lato aiuta il paziente ad utilizzare in maniera ottimale il dispositivo, anche nelle situazioni meno agevoli, dall’altro gli consente di comunicare in maniera efficace ed assertiva in modo da relazionarsi nel miglior modo possibile.

Il percorso rieducativo all’ascolto con il logopedista

La logopedista di Progetto Udire effettuerà una valutazione quali-quantitativa delle abilità comunicative del paziente e, in collaborazione con i nostri audioprotesisti, seguirà passo per passo la persona, anche con il coinvolgimento di familiari o amici, per un percorso completo e strutturato volto a imparare ad ascoltare di nuovo, grazie agli apparecchi acustici più moderni e funzionali che ti proporremo.

Quando si indossa per la prima volta un apparecchio acustico, infatti, la persona verrà circondata da suoni “nuovi”, che non era più in grado di sentire: con l’aiuto di audioprotesista e logopedista è possibile semplificare l’acquisizione di nuove abitudini all’ascolto dei suoni dell’ambiente.

La logopedista ti guiderà anche nella gestione di situazioni potenzialmente difficili, come potrebbero essere la gestione del lavoro, di una riunione, o momenti di aggregazione sociale. Progettiamo insieme il benessere del tuo udito: affidati ai nostri professionisti per sentire bene e vivere meglio.

Covid-19 e perdita d’udito: può esserci un legame?

Il Covid-19 può provocare la perdita dell’udito? Questo virus che ha purtroppo causato tante vittime nel mondo, e dal quale è ancora importante tutelarsi con tutte le cautele del caso, potrebbe avere degli effetti negativi anche nei confronti delle capacità uditive della persona.

Il condizionale è d’obbligo, dal momento che la scienza medica è attualmente impegnata a studiare tale virus e i suoi effetti e, per molti versi, non è ancora riuscita a giungere a conclusioni certe, tuttavia ci sono alcuni studi da cui sembra che potrebbe esserci un legame tra Covid-19 ed ipoacusia.

Alcuni studi interessanti per la correlazione Covid-ipoacusia

Anzitutto, una ricerca condotta dall’International Journal of Audiology e che ha preso in analisi un campione di 121 adulti ricoverati per coronavirus a Manchester e vicinanze: ben 16 di loro, ovvero il 13,2% del totale, hanno riferito di aver riscontrato dei peggioramenti nell’udito dopo aver contratto il virus.

Nello specifico, 8 pazienti hanno riportato dei deterioramenti nella capacità uditiva, mentre altri 8 hanno dichiarato di avvertire degli acufeni.

Particolarmente interessante è anche uno studio egiziano che ha preso in considerazione soggetti positivi al Covid-19, ma asintomatici: le 20 persone facenti parte del campione, di età compresa tra i 20 ed i 50 anni, hanno palesato in alcuni casi delle capacità uditive inferiori rispetto ai pari età non positivi al virus.

Il campione analizzato è sicuramente limitato, ma questo studio ha appunto aperto alla possibilità che il Covid-19 possa danneggiare l’udito anche laddove i soggetti siano del tutto asintomatici.

Perché il Covid-19 danneggerebbe l’udito?

Ma per quale ragione il coronavirus potrebbe causare dei danni uditivi e, in determinati casi, perfino la perdita dell’udito? Al momento non è possibile rispondere con certezza a questa domanda, ma a questo riguardo vi sono alcune teorie.

C’è chi ritiene che ciò possa avvenire perché il Covid-19 danneggerebbe le cellule ciliate dell’orecchio, le quali, una volta compromesse, non sarebbero in grado di rigenerarsi. Allo stesso modo questo legame potrebbe concretizzarsi a livello cerebrale, d’altronde se si riescono ad ascoltare dei suoni è perché il nostro cervello riesce a codificare quanto gli viene trasmesso dall’apparato uditivo.

Nell’attesa che venga fatta maggior chiarezza sul legame tra Covid-19 e ipoacusia, è sempre di fondamentale importanza non trascurare alcun sintomo. Se tu o una persona cara presentate anche una lieve percezione di peggioramento dell’udito è utile fare degli accertamenti per scoprirne la causa e valutarne l’entità: inizia da un test dell’udito con i nostri professionisti.

Amplificatore acustico ed apparecchio acustico: cosa li distingue?

Amplificatore acustico ed apparecchio acustico sono denominazioni che spesso, erroneamente, si ritiene facciano riferimento al medesimo dispositivo, in realtà questi due prodotti tecnologici accomunati dall’obiettivo di migliorare le percezioni uditive di chi li indossa presentano caratteristiche profondamente diverse.

Le differenze tra questi dispositivi sono tali da poter essere sintetizzate in diversi punti; non esitiamo, dunque, e scopriamo subito le principali.

Le differenze tra apparecchio acustico e amplificatore acustico: personalizzazione e funzionalità

Mentre l’amplificatore acustico è un oggetto “standard”, acquistabile da chiunque e con caratteristiche in tutti i casi analoghe, l’apparecchio acustico è un dispositivo personalizzato, specifico per le esigenze della persona che andrà ad utilizzarlo, e può essere acquistato solo tramite prescrizione medica.

Trattandosi di un dispositivo adattabile alle necessità della singola persona, un apparecchio acustico è in grado di correggere anche problematiche uditive specifiche.

Da qui una differenza sostanziale di funzionamento tra apparecchio acustico ed amplificatore acustico: mentre il secondo, come suggerisce il nome, amplifica tutti i suoi indistintamente, senza fare distinzioni qualitative, l’apparecchio acustico è in grado di distinguere i rumori utili da quelli che non lo sono, assicurando così un’esperienza acustica ottimale.

Si tratta di aspetti fondamentali che indicano in modo chiaro il fatto che questi due articoli siano assai diversi.

La continuità di utilizzo degli ausili acustici

L’utilizzo di un amplificatore acustico deve necessariamente essere circoscritto a lassi temporali brevi, si sconsiglia infatti di adoperarne uno per più di 60 minuti continuativi.

Dal momento che, come detto, questi articoli tecnologici si limitano ad amplificare, l’esposizione a forti rumori durante il loro utilizzo potrebbe rivelarsi particolarmente fastidiosa, se non dannosa.

L’apparecchio acustico invece, grazie alle sue funzionalità, può essere utilizzato senza problemi anche in modo continuativo, dunque dal mattino fino alla sera. Gli apparecchi acustici consentono inoltre di regolare il suono a seconda dell’ambiente in cui ci si trova, rendendo molto semplice l’ascolto dei suoni che contano.

Design e prezzo: le differenze tra amplificatori e apparecchi acustici

Se si parla delle differenze tra amplificatore ed apparecchio acustico è doverosa anche una menzione al design.

Gli apparecchi acustici hanno in genere un design molto più curato e discreto; in alcuni casi, questi oggetti tecnologici sono davvero piccolissimi ed è davvero difficile riuscire a coglierli visivamente, se non da brevissima distanza, rendendoli praticamente apparecchi acustici invisibili.

Le differenze analizzate si traducono in una diversità di prezzo del dispositivo non indifferente: l’apparecchio acustico, infatti, costa molto di più.

Ovviamente, quando si parla di benessere uditivo non è certo al prezzo che si deve badare, tuttavia evidenziare quest’aspetto fa intuire in modo chiaro il fatto che vi siano caratteristiche funzionali profondamente diverse tra amplificatori ed apparecchi acustici.

Scegliere un apparecchio acustico

È fondamentale considerare come un apparecchio acustico possa migliorare la qualità di vita di chi soffre di ipoacusia in modo nettamente superiore a quanto potrebbe fare un amplificatore acustico, soprattutto se il livello di perdita uditiva non è lieve.

La personalizzazione e la consulenza degli audioprotesisti per l’adattamento del dispositivo sono fattori sicuramente da considerare quando ci si chiede quale sia la scelta migliore, elementi assenti quando si opta per acquistare un amplificatore acustico.

I Centri Acustici Progetto Udire possono offrirti tutta la professionalità che stai cercando per la salute del tuo udito e, inoltre, siamo convenzionati con le ASL del territorio di Varese per la fornitura degli apparecchi acustici con contributo del SSN.

I virus che possono divenire causa di perdita dell’udito

Si è spesso portati a credere che la perdita di udito sia dovuta all’invecchiamento, come anche all’esposizione prolungata a suoni molto forti, ma in realtà può essere correlata anche a determinati virus.

Si tratta di una categoria di virus piuttosto ampia e la spiacevole conseguenza sull’udito può manifestarsi sia in età adulta che nei primi mesi di vita.

Per molti di questi virus un vaccino in età infantile può essere provvidenziale anche per la protezione in età adulta, ecco perché è sempre fondamentale che i neonati si sottopongano a tutti i vaccini previsti dal sistema sanitario.

Fatta questa doverosa premessa, scopriamo quali sono i virus che possono divenire causa di perdita d’udito.

Le cause virali della perdita di udito: i virus responsabili

Le cause virali della perdita dell’udito possono essere congenite, acquisite o entrambe. Distinguere tra queste è importante per una migliore diagnosi: rivolgersi ai professionisti diventa fondamentale per poter intervenire subito. Se hai dubbi sul tuo udito inizia da un controllo: prenota subito una visita audiologica gratuita presso uno dei nostri Centri Acustici.

Infezioni virali congenite che provocano perdita dell’udito

  • Rubella virus

Il Rubella virus causa la rosolia, malattia esantematica che nei bambini può essere causa di sordità.

Il rischio è legato al fatto che sia la madre, durante la gestazione, a contrarre la rosolia: se questo avviene, il piccolo potrebbe perdere l’udito dai 6 ai 12 mesi dopo la nascita.

  • Citomegalovirus

Il Citomegalovirus è particolarmente critico: si stima infatti che le possibilità che un bambino perda l’udito se viene infettato da tale virus siano di 1 su 100.

  • Lymphocytic Choriomeningitis Virus

Questo virus può essere contratto venendo a contatto con secrezioni biologiche di ratti.

Sebbene, a differenza del Citomegalovirus, la perdita dell’udito a causa di questo virus sia piuttosto rara, è comunque un’eventualità che la scienza medica ha già avuto modo di dimostrare.

Virus che portano all’ipoacusia sia per cause congenite che acquisite

  • Herpes alphaherpesvirus 1 e 2

Questi virus, i quali causano rispettivamente l’herpes simplex 1 e 2, possono riguardare sia gli adulti che i bambini.

In età infantile, il rischio principale è che il virus venga trasmesso dalla madre in fase di parto, ecco perché sono necessarie, da questo punto di vista, tutte le accortezze del caso per evitare che questo avvenga.

  • Virus dell’immunodeficienza umana

Questo virus, il quale può comportare l’insorgere di patologie quali l’AIDS, può causare la perdita dell’udito.

Anche in questo caso, in età infantile il rischio maggiore è legato alla possibilità che la madre positiva trasmetta il virus durante il parto.

Virus che causano la perdita dell’udito acquisita

  • West Nile Virus

Questo virus si trasmette tramite le punture di insetto, in genere delle zanzare, e comporta la cosiddetta febbre gialla.

La perdita d’udito dovuta a questo virus è piuttosto rara, ma è comunque un’eventualità che può verificarsi.

  • Varicella Zoster

Il virus Varicella Zoster causa sia la varicella, nota malattia esantematica, che il cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio, e in taluni casi può causare dei problemi uditivi, oltre che alla lingua o ai nervi del viso.

  • Morbillivirus

Il Morbillivirus è il virus che causa il morbillo, altra malattia esantematica molto nota.

In passato, questo virus era una delle cause di ipoacusia più frequente in assoluto, in seguito, con la larga effettuazione dei vaccini, la sua diffusione si è ridotta in maniera importante.

  • Paramyxovirus

I virus della famiglia Paramyxovirus, che causano la parotite, possono divenire causa di perdita dell’udito, principalmente per via di eventuali lesioni al timpano o di infezioni batteriche.

Nuova sede Progetto Udire a Gallarate: vi aspettiamo

È con grande piacere che Progetto Udire annuncia l’apertura di una nuova sede a Gallarate, in via Palestro 1.

Tutta la professionalità che ha accompagnato i nostri pazienti fino ad oggi nel Centro Acustico di Gallarate in via Puricelli 1, si trasferisce dal 3 giugno nel nuovo negozio.

Ampi locali e le consuete attrezzature all’avanguardia, scelte da Progetto Udire per ogni centro, vi accoglieranno come sempre per garantire una valutazione audiologica completa e accurata, mirata a un’anamnesi per tracciare un profilo personalizzato e valutare la scelta eventuale dell’apparecchio acustico più appropriato.

Anche la nuova sede di Gallarate è convenzionata con l’ASL del territorio di Varese per la fornitura di apparecchi acustici con il contributo del Servizio Sanitario Nazionale per gli aventi diritto.

Il nostro team di Gallarate è pronto a darvi il benvenuto nel nostro nuovo Centro Acustico: siamo sempre al vostro fianco per accompagnarvi in un percorso personalizzato per sentire bene e vivere meglio.

Vi aspettiamo per un nuovo inizio!

Centro Acustico Progetto Udire a Gallarate

Indossare l’apparecchio acustico: come convincere una persona molto restia

Quella di indossare un apparecchio acustico è una normale esigenza di salute, peraltro utilissima a migliorare la qualità della vita. Nonostante ciò capita davvero molto spesso che chi ha questo bisogno sia molto restio a ricorrere a questi dispositivi.

Ovviamente, non dovrebbe esserci alcuna ragione per sentirsi imbarazzati o preoccupati nell’utilizzare questi dispositivi; se da un lato siamo tutti assolutamente abituati a correggere i difetti visivi indossando degli occhiali, non si riesce a capire perché gli apparecchi acustici, che peraltro sono molto meno visibili, dovrebbero essere utilizzati con disagio.

Fatta questa premessa, è un dato di fatto che tante persone siano molto restie ad indossarli, per contro però il loro utilizzo potrebbe apportare grandi migliorie alla loro vita.

Come si può fare, dunque, per far cambiare loro idea? Ecco alcuni consigli preziosi.

Soffermarsi sui miglioramenti della vita grazie a un apparecchio acustico

Sicuramente è bene cercare di dialogare in modo approfondito, spiegando quali sono i punti di forza di un apparecchio acustico e quanto di buono potrebbero garantire; nel farlo, tuttavia, è importante soffermarsi sugli aspetti positivi, piuttosto che su quelli negativi.

Per intenderci, non bisogna rimarcare il fatto che la persona in questione sta rinunciando a tante cose, che le sue capacità di interloquire sono inferiori rispetto alla media e che la sua vita relazionale ne sta traendo svantaggio, questo sarebbe ingeneroso e potrebbe suscitare un vero e proprio senso di colpa, bensì bisogna sottolineare, in modo del tutto sereno, tutti i vantaggi che ci si potrebbe garantire apportando queste migliorie al proprio udito.

Fornire rassicurazioni sugli apparecchi acustici

La persona restia ha spesso bisogno di essere rassicurata: tante di queste persone, ad esempio, hanno paura che utilizzare questi apparecchi possa avere delle controindicazioni, un timore che, è evidente, è assolutamente infondato, altre invece credono che questi dispositivi siano eccessivamente vistosi, ma in realtà i modelli moderni sono assolutamente discreti e non hanno nulla a che vedere con quelli di un recente passato.

Assai importante è, inoltre, sottolineare che i dispositivi acustici di ultima generazione possono essere personalizzati in infiniti modi dal punto di vista tecnico: se una persona ha una sensazione di fastidio nel percepire determinati tipi di suono, infatti, può far regolare in modo specifico il dispositivo dal suo audioprotesista.

Presentarla come una nuova ed intrigante sfida

Molte persone, per quanto timorose in determinate occasioni, amano le novità e non accettano di dover rinunciare a una sfida che si presenta sul loro cammino, proprio per questo puntare sull’aspetto motivazionale potrebbe essere una buona idea.

Si potrebbe insistere, dunque, sul fatto che rinunciare sia “troppo facile”, e che solo facendo cose nuove si può andare incontro a grandi cambiamenti migliorativi.

Accompagnare la persona all’appuntamento con l’audioprotesista

L’applicazione dell’apparecchio acustico è semplice, rapida e priva di rischi, ma per le persone più restie può essere comunque un momento piuttosto pesante a livello emotivo, proprio perché si stanno aprendo ad una novità destinata ad avere grandi risvolti nei confronti della loro vita.

Alla luce di questo, quindi, non può che essere un ottimo consiglio quello di accompagnarle in tale appuntamento, dimostrando loro la massima vicinanza emotiva, oltre che fisica.

La garanzia di poter contare su un’assistenza personalizzata, una visita audiologica completa e la fornitura dei migliori apparecchi acustici sono sicuramente elementi utili a convincere amici e parenti restii all’applicazione di un apparecchio acustico per poter, finalmente, sentire meglio. Presso i Centri Acustici Progetto Udire, a Varese, Gallarate, Arcisate, Malnate e Luino, trovi professionalità e cordialità: vieni a trovarci quando vuoi.

Apparecchio acustico: i consigli per chi lo utilizza per la prima volta

Indossare un apparecchio acustico è davvero un momento speciale: la persona interessata da difficoltà uditive, infatti, torna improvvisamente a sentire in maniera ottimale e questo cambiamento, per quanto indiscutibilmente positivo, può rendere necessario un adattamento.

Quali possono essere, dunque, dei buoni consigli da fornire alla persona che per la prima volta indossa un apparecchio acustico? Scopriamolo subito.

Iniziali sensazioni di fastidio con il nuovo apparecchio acustico sono del tutto normali

Il primo, importantissimo aspetto che deve tener presente chi indossa per la prima volta un apparecchio acustico è il fatto che il cervello deve adattarsi gradualmente a questa nuova condizione.

Con un udito ottimale, infatti, vengono percepiti anche dei suoni che le difficoltà uditive avevano ormai fatto dimenticare, di conseguenza la gamma di suoni ambientali che vengono percepiti può risultare fastidiosa.

Questo, in realtà, è normalissimo, ed è dovuto al fatto che il cervello deve riabituarsi ad un udito fine, di conseguenza nell’arco di breve tempo, anche solo 2 o 3 settimane, le sensazioni di fastidio saranno superate proprio perché il cervello avrà ritrovato il suo assetto ottimale.

Il cervello riprenderà gradualmente a “selezionare” i suoni

Forse non ci facciamo caso, ma quando ascoltiamo i suoni che ci circondano, il cervello è assolutamente in grado di fare una selezione dei medesimi, soffermandosi su quelli che vengono ritenuti utili e trascurando quelli che, al contrario, possono essere trascurati.

Nel momento in cui si indossa un apparecchio acustico, il cervello ha perduto l’abitudine a compiere questo tipo di distinzione, di conseguenza bisogna prevedere un periodo di tempo fisiologico anche affinché venga gradualmente ripresa questa funzione.

Come “allenare” gradualmente l’udito con un apparecchio acustico

Per abituare gradualmente il cervello alla nuova condizione uditiva può essere una buona soluzione quella di indossare l’apparecchio solo per un certo numero di ore al giorno, magari incrementandole gradualmente fino ad arrivare all’utilizzo h24.

Allo stesso modo, è preferibile che i primi giorni di utilizzo dell’apparecchio vengano trascorsi in casa, o comunque in ambienti piuttosto silenziosi, per evitare di percepire eccessivo fastidio nel trovarsi in ambienti rumorosi come potrebbero essere, ad esempio, dei mezzi pubblici.

Graduale dovrebbe essere anche la fruizione dell’audio di apparecchi tecnologici, come possono essere televisori e computer: da questo punto di vista può essere un ottimo “allenamento” quello di ascoltare dei telegiornali o comunque dei programmi analoghi, in quanto è presente, nei medesimi, una sola persona che parla in modo chiaro. Anche prendere un libro o un giornale e leggere ad alta voce può essere un ottimo modo per allenare il proprio cervello e per abituarlo gradualmente alla nuova condizione uditiva.

Passate alcune settimane il cervello si sarà senz’altro abituato alla sua nuova condizione, di conseguenza sarà possibile riprendere la vita di sempre senza limitazioni di alcun tipo.

Per qualsiasi dubbio o per regolare il tuo nuovo apparecchio acustico, puoi rivolgerti ai nostri audioprotesisti: contattaci per prenotare un controllo.

Pulizia degli apparecchi acustici: la primavera è un periodo molto critico

Gli apparecchi acustici devono sempre essere mantenuti in maniera corretta e, in tale ottica, è molto importante la loro pulizia.

Provvedere periodicamente alla pulizia degli apparecchi acustici è importantissimo e un periodo dell’anno particolarmente critico da questo punto di vista è senz’altro la primavera.

Perché la primavera è una stagione molto critica per gli apparecchi acustici

Le ragioni per cui si afferma questo sono molteplici: anzitutto in primavera si esce di più, si trascorrono molte ore all’aria aperta, magari in mezzo alla natura, e il vento può far depositare della sporcizia sui dispositivi acustici.

Allo stesso modo, in primavera si tende a praticare più sport rispetto agli altri mesi, e una minaccia per la pulizia dell’apparecchio acustico può corrispondere al sudore, non solo per la sua umidità, ma anche perché i sali minerali possono danneggiarne le varie componenti.

Se ci si dedica a nuoto, o altre attività che si svolgono in piscina o in spiaggia, l’acqua può essere un ulteriore elemento in grado di minare la pulizia e il corretto funzionamento dell’apparecchio, senza trascurare la produzione di cerume, secrezione organica che può sporcare l’apparecchio acustico, in primavera come in ogni altro periodo dell’anno.

L’importanza di una pulizia professionale per l’apparecchio acustico

Il modo migliore per pulire gli apparecchi acustici è mantenere una routine quotidiana durante tutto l’anno. Quando si ripone per la notte, è utile pulire il dispositivo con un panno morbido e asciutto, evitando acqua o detergenti. Utilizzare poi una piccola spazzola con setole morbide per rimuovere la polvere dalle aperture, facendo attenzione a non inserire le setole nei fori del suono, operazione che potrebbe danneggiare il microfono.

Per una pulizia più approfondita, che comprenda anche il controllo delle batterie e verifichi l’assenza di danneggiamenti significativi, è assolutamente opportuno rivolgersi a un professionista con la dovuta periodicità. Un audioprotesista sarà infatti in grado di valutare la necessità di una pulizia accurata delle parti più piccole e interne, come il filtro per il cerume. Procederà anche di conseguenza alle sostituzioni e riparazioni più adeguate per mantenere la qualità del suono del tuo apparecchio acustico a un livello ottimale.

La pulizia profonda degli apparecchi acustici non è una cosa semplice, si sta d’altronde parlando di un dispositivo di piccole dimensioni e dall’altissima valenza tecnologica. Rivolgiti ai nostri professionisti per la pulizia del tuo apparecchio acustico: vieni a trovarci nel Centro Acustico Progetto Udire più vicino a te.

Test dell’udito: perché è importante eseguirlo con regolarità

Sottoporsi periodicamente a un test dell’udito è molto importante, un’abitudine che dovrebbe contraddistinguere la vita di chiunque.

Milioni di italiani trascurano i loro problemi uditivi

Se ci si chiede perché i test dell’udito siano così importanti, le risposte sono molteplici, a cominciare da un dato assolutamente emblematico: si stima infatti che, nella sola Italia, vi siano 7 milioni di persone che convivono con difetti uditivi e ben 5 milioni di queste non correggono il loro problema.

Si tratta di cifre altisonanti che peraltro, per via dell’aumento dell’età media nel nostro Paese, dovrebbero crescere ancor di più nel futuro più prossimo.

In troppe occasioni chi ha dei difetti uditivi non se ne accorge neppure, o semplicemente non lo ammetterebbe mai, magari lamentandosi del fatto che gli altri non parlano ad una voce sufficientemente alta.

In realtà, se si riscontrano diversi campanelli d’allarme non si dovrebbe esitare nel sottoporsi ad un test specifico, dunque bisogna prestare la massima attenzione se i propri cari affermano di notare l’insorgere di simili difficoltà.

D’altronde se determinati tipi di controllo sono considerati normale routine, si pensi ad esempio a quelli oculistici, altri, tra cui appunto quelli uditivi, sono irrazionalmente reputati una sorta di “tabù”, un qualcosa di cui vergognarsi, ma è evidente che non c’è motivo di avere un approccio simile.

I difetti uditivi possono implicare ulteriori problemi di salute

L’udito è importantissimo, questo è noto a chiunque, ma bisogna considerare anche che non si tratta di un senso “a sé stante”: se l’udito viene trascurato, infatti, la salute può risentirne molto, anche da punti di vista differenti.

La difficoltà a comprendere ciò che si ascolta, infatti, potrebbe comportare a lungo andare dei danni di tipo cerebrale. Non a caso gli studi che correlano la perdita di udito con l’Alzheimer fanno emergere dei risultati da considerare seriamente.

Avere difficoltà uditive, inoltre, può causare degli stati depressivi, può portare a compiere diverse rinunce e può quindi avere innumerevoli effetti negativi anche sulla vita relazionale e professionale.

I problemi dell’udito non vanno accettati passivamente

In tantissime occasioni, inoltre, chi è interessato da problemi uditivi tende a credere che siano inesorabili e che vadano quindi semplicemente accettati, ma in realtà non è affatto così.

Alla base di una difficoltà uditiva, infatti, possono esserci ragioni disparate e in molte occasioni il problema può essere risolto intervenendo direttamente sulla sua causa. Ecco perché sottoporsi periodicamente a dei test e rilevare per tempo eventuali anomalie può essere provvidenziale per la salute e, più in generale, per la qualità della vita.

Anche nel caso in cui la perdita di udito sia irreversibile e non si possa intervenire a livello medico, oggi sono disponibili degli apparecchi acustici estremamente efficaci nonché assolutamente discreti. Di conseguenza anche nei casi clinici meno semplici si può migliorare la condizione del paziente restituendogli sicurezza ed autonomia.

Trascurare il proprio udito, dunque, è davvero un grosso errore, ecco perché i test dell’udito dovrebbero essere considerati un controllo medico di routine, al pari di altri. Prenota oggi stesso una visita di controllo gratuita del tuo udito presso uno dei Centri Acustici Progetto Udire. Ci trovi a Varese, Gallarate, Malnate, Arcisate e Luino.

Ipoacusia nei bambini: cosa c’è da sapere

L’ipoacusia, ovvero quella condizione in cui l’udito non è efficace come dovrebbe, può riguardare anche i bambini, ed è molto importante che i genitori, o comunque gli adulti vicini al piccolo, prestino attenzione ad alcuni aspetti per riscontrare per tempo la presenza di tale problema.

Se sussiste un caso di ipoacusia nei bambini, è davvero improbabile che siano i piccoli ad esternare le loro difficoltà a sentire, in primis perché non hanno un termine di paragone, dunque non possono realizzare di avere tale difetto, e anche perché sono in una fase della vita in cui i sensi e le capacità relazionali hanno appena iniziato a svilupparsi.

Le normali “tappe” uditive del bambino

Alla luce di questo è molto utile considerare come riferimento alcune tappe che si verificano in modo piuttosto uniforme tra i bambini privi di difficoltà uditive, scopriamo subito quali.

A circa 9 mesi il piccolo inizia a comprendere semplici parole, come ad esempio “mamma” e “papà”, nel mese seguente inizia a tentare di pronunciare le prime parole, emettendo prettamente dei suoi balbettanti.

Dopo 12 mesi iniziano ad essere pronunciate le prime parole di senso compiuto, a 18 mesi il vocabolario vanta alcune decine di parole e ciò consente al piccolo di abbozzare delle espressioni di senso compiuto associando tra loro alcuni termini conosciuti.

Quando il bimbo ha 2 anni è in grado di pronunciare un numero più alto di frasi costituite da alcune parole, che, per quanto molto semplici e rudimentali, potrebbero essere intuite anche da persone che non hanno quotidianamente a che fare con il piccolo.

Dai 3 a 5 anni il vocabolario del bambino e le sue capacità cognitive aumentano e il piccolo diviene così in grado non solo di comprendere, ma anche di porre delle domande e di esprimere dei desideri.

Nel caso in cui si riscontrassero dei ritardi rilevanti rispetto a questi step, che comunque sono da considerarsi puramente indicativi, è opportuno rivolgersi a un pediatra per verificare la condizione uditiva del bambino.

Parallelamente a questo, vanno considerati con altrettanta attenzione comportamenti che potrebbero essere dei campanelli d’allarme di un’ipoacusia dei bambini, come ad esempio l’avvicinarsi eccessivamente alla televisione, l’alzare oltremodo il volume della stessa, la difficoltà a percepire chi parla al di fuori del suo raggio visivo, la non reazione a suoni di intensità significativa.

Tipi di ipoacusia infantile: congenita o acquisita, neurosensoriale o trasmissiva

L’ipoacusia può essere sia congenita che acquisita, e le sue cause possono essere molteplici; solo un pediatra, ovviamente, può esprimersi con cognizione di causa.

Molto importante è distinguere tra due diverse tipologie di ipoacusia dei bambini, quella trasmissiva e quella neurosensoriale.

L’ipoacusia neurosensoriale è spesso congenita, anche se può comunque essere correlata a fattori specifici, è irreversibile e purtroppo non può essere curata in modo totale. L’utilizzo di apparecchi acustici e impianti cocleari, tuttavia, può essere d’aiuto.

L’ipoacusia trasmissiva, invece, è curabile ed è dovuta a problematiche che riguardano prettamente l’esterno dell’orecchio, si pensi ad esempio a infezioni, otiti o accumuli di cerume.

Se si riscontra qualcosa di sospetto nell’atteggiamento del proprio bambino, dunque, non bisogna esitare: affidandosi a un pediatra si potrà sciogliere qualsiasi dubbio. Sarà poi lo stesso medico specialista a indirizzare i genitori verso i passi successivi, che possono includere un test dell’udito. I Centri Acustici Progetto Udire, in provincia di Varese, sono dotati di strumentazioni diagnostiche di ultima generazione che consentono un’analisi accurata della condizione uditiva anche dei più piccoli.