Sentire male espone ad un maggior numero di pericoli: incidenti domestici e non solo

Riesci a immaginare un mondo senza suoni? Senza la caffettiera che gorgoglia la mattina, la pioggia che batte sulle serrande o la musica di una festa. È proprio vero che quando i suoni si affievoliscono, il mondo sembra sbiadire insieme a loro.

Se siamo fuori da una stanza e sentiamo delle risate, intuiamo un clima ilare e divertito al suo interno. Se sentiamo piangere o urlare, intuiamo tristezza e malumore. In entrambi i casi, i suoni che percepiamo ci aiutano a comprendere la realtà che ci circonda. Proprio i suoni, infatti, trasportano con loro emozioni e sensazioni e ci indicano spesso come agire di conseguenza, ma, soprattutto, contribuiscono a garantire sicurezza a noi e a chi ci circonda.

Basta pensare a quante cose sono state progettate per avvisarci di eventuali pericoli, per mezzo di un segnale sonoro di allarme. Cosa succede se a causa dell’ipoacusia questi suoni vengono a mancare? Siamo esposti ad un maggior numero di pericoli. Questo accade principalmente in ambiente domestico, ma non solo. Ecco alcuni consigli che consentono di trascorrere momenti tranquilli anche alle persone che hanno problemi uditivi.

Ipoacusia e sicurezza domestica: una relazione da non sottovalutare

Un’altra faccia della medaglia per chi soffre di perdita d’udito, è la diminuzione della sicurezza tra le mura di casa delle persone che ne sono affette. Spesso sottovalutati, gli incidenti domestici hanno un tasso di mortalità tre volte superiore a quello dovuto a incidenti stradali. Per chi soffre di ipoacusia in particolare, i rischi aumentano drasticamente.

Dispositivi di allarme antincendio, rilevatori di fumo e di monossido di carbonio spesso comunicano una situazione di pericolo tramite suoni ad alta frequenza che hanno il compito di avvertire le persone immediatamente. Soprattutto per gas inodori e invisibili come il monossido di carbonio, non avvertire suoni di allarme come questi, potrebbe risultare fatale per le persone affette da ipoacusia.

Soluzioni alternative per chi soffre di problemi uditivi

Fortunatamente la tecnologia moderna si è adattata per dare alle persone affette da perdita dell’udito alternative altrettanto efficaci.

Alcuni dispositivi emettono un tono a bassa frequenza (520 Hz), che la maggior parte delle persone con problemi uditivi riesce ad avvertire, seppur in modo lieve. Per chi senza l’aiuto di apparecchi acustici non riesce a percepire alcun suono, sono stati progettati sistemi di allarme che utilizzano luci stroboscopiche lampeggianti o ancora, allarmi vibranti da porre sotto il cuscino durante la notte.

Per sentire altri suoni che potrebbero segnalare un pericolo, molte persone con problemi di udito hanno addirittura installato nelle loro case dei circuiti di induzione per migliorare l’efficienza dei loro apparecchi acustici o impianti cocleari. In parole semplici, si tratta di un lungo filo che percorre e circonda tutti gli ambienti domestici e ha lo scopo di attivare le bobine telefoniche all’interno degli apparecchi acustici per aumentare il volume dei suoni.

Nella grande maggioranza dei casi, i sistemi di allarme solo se accompagnati da apparecchi acustici di qualità consentono di vivere in sicurezza e godersi ogni momento in tranquillità fuori e dentro casa.

Gli apparecchi acustici possono salvarti la vita

Indossare apparecchi acustici è una scelta importante per la tua vita, che porterà benefici a 360 gradi. Soprattutto quando si parla di sicurezza e incolumità personale, è importante affidarsi a professionisti esperti per la scelta dell’apparecchio acustico più adatto alle tue esigenze.

Progetto Udire si impegna da sempre a proporre le migliori soluzioni personalizzate per l’ipoacusia, consentendoti una vita serena e sicura. Gli apparecchi acustici possono migliorarti la vita e in situazioni di pericolo possono anche salvarla.

Prenota subito la tua visita gratuita: ti aspettiamo nei Centri Acustici Progetto Udire di Varese, Gallarate, Luino, Arcisate e Malnate.

Chemioterapia ed effetti collaterali: la perdita di udito è tra questi

La medicina moderna ha fatto grandi passi avanti grazie alle nuove tecnologie, rendendo sempre più possibile una cura del cancro, con la chemioterapia.

Nel linguaggio comune, con il termine chemioterapia si indicano le più comuni cure farmacologiche utilizzate contro il cancro. Per quanti risultati positivi si possano ottenere, sottoporsi alle terapie, seppur efficaci, non è per mai facile per i pazienti, a causa degli effetti collaterali che questo comporta sia a livello fisico che mentale.

Certo, i farmaci chemioterapici sono cambiati nel tempo e oggi non sono più tossici come nel passato. Il loro compito, non trascurabile, è quello di salvare la vita del paziente. Tuttavia portano con sé alcuni effetti collaterali che variano in base al tipo, alla dose, alla modalità di somministrazione e anche di persona in persona.

Una di queste di queste conseguenze è una piccola ma sostanziale perdita di udito che, a seguito di un percorso chemioterapico, impatta notevolmente la vita del soggetto coinvolto.

La doppia faccia della medaglia: perdita uditiva a seguito di chemioterapia e radioterapia

Da numerose analisi e osservazioni cliniche, è stato constatato che diverse modalità di somministrazione e dunque diverse chemioterapie comportano altrettanto diversi effetti collaterali, tra cui ipoacusia e danni permanenti all’orecchio interno. Tra i trattamenti che contrastano le cellule tumorali, troviamo anche la radioterapia, anch’essa associata ad una possibile perdita uditiva.

Perché la chemioterapia a base di platino è ototossica

Tra le chemioterapie, quelle che comportano maggiormente problemi di udito sono le chemioterapie a base di di platino: tra queste, farmaci come il cisplatino e il carboplatino. Il platino è fortemente ototossico: può danneggiare la coclea e le cellule ciliate dell’orecchio interno, portando così a perdita di udito grave e permanente, nonché diversi problemi di equilibrio corollari.

I farmaci ototossici riportano conseguenze secondarie sulla salute dell’udito che variano a seconda dell’età del soggetto coinvolto, della sua storia clinica e anche in base al tempo di esposizione alla terapia.

La radioterapia può causare danni al nervo acustico

La radioterapia, è un’altra fondamentale forma di trattamento del cancro spesso associata alla chemioterapia. Tale trattamento si serve di particelle o onde ad alta energia per uccidere le cellule tumorali e ridurre così i tumori.

Recenti studi dimostrano che quasi il 100% della radiazione somministrata riesce a  raggiungere le strutture del sistema uditivo, danneggiandolo parzialmente. Specialmente quando viene usata per trattare i tumori della testa o del collo, la radioterapia può portare a danni alla coclea o al nervo acustico, con conseguente perdita dell’udito neurosensoriale.

Lotta e prevenzione per tornare a vivere a pieno

Nessuno dovrebbe scegliere tra l’essere libero dal cancro o mantenere l’udito. Anche se la perdita dell’udito dopo la chemioterapia è spesso permanente a causa del danno irreversibile dell’orecchio interno, gli apparecchi acustici possono aiutare in maniera sostanziale a riprendere in mano la propria vita e a sentirne tutti i suoni.

Chemioterapia e radioterapia sono ottime alleate che sempre di più aiutano a combattere la guerra contro il cancro. È sempre bene affidarsi a medici competenti che sapranno somministrare la cura migliore e più efficace per ogni caso clinico.

Per quanto riguarda i sintomi collaterali come la perdita d’udito, affidati ai professionisti di Progetto Udire per controlli periodici durante il trattamento, in modo da essere al corrente dei vari ed eventuali cambiamenti uditivi e intervenire prontamente.

Prenota la tua visita gratuita presso una delle nostre sedi. Ci trovi a Varese, Gallarate, Luino, Arcisate e Malnate.

Qualità dell’udito e umore: sentire bene per vivere meglio

Soffrire di problemi di udito non significa solo sentire meno i suoni che ti circondano, fare fatica a comprendere le parole in una conversazione o alzare il volume della televisione al massimo per capire i dialoghi di un film. Certo, il sintomo principale e più riconoscibile, la cosiddetta punta dell’iceberg, è proprio questo: una sostanziale diminuzione dei propri livelli uditivi. Eppure, sentire male porta con sé una serie di ulteriori piccole ripercussioni sulla vita quotidiana che, a lungo andare, ne compromettono la qualità.

Non è facile per il soggetto affetto uscire dalla bolla creatasi intorno a lui: ne consegue isolamento sociale, stress e nel peggiore dei casi, uno stato depressivo. Diversi studi si sono interrogati sulle conseguenze che tale disturbo può avere e i loro risultati suggeriscono, infatti, una stretta correlazione tra perdita uditiva e umore.

Analizziamo insieme come un miglioramento della capacità uditiva può portare ad altrettanti miglioramenti del proprio umore, ricordandoci che l’ipoacusia è il primo tassello di un domino, la cui caduta può essere facilmente arrestata grazie ad apparecchi acustici pensati su misura per te.

Base biologica: perdita di udito e attività cerebrale

Ogni suono, parola o melodia che percepiamo, sottopone costantemente il cervello a nuovi stimoli, consentendo così una migliore cognitività. Sentire male ha ripercussioni a livello cerebrale. Il nostro cervello, infatti, possiede una straordinaria e fondamentale capacità compensativa, quella di riorganizzazione corticale: in parole semplici, i neuroni creano nuove connessioni per compensare un deficit, in questo caso quello uditivo.

Enrico Fagnani, che dirige l’Unità operativa di Audiologia della Fondazione Policlinico di Milano ha sottolineato come non sia la vista, bensì l’udito, il principale ingresso sensoriale del mondo esterno in noi, per cui crea modificazioni enormi a livello di reti neuronali centrali. È facile comprendere, quindi, grazie ad una base prettamente biologica, come la perdita dell’udito produca cambiamenti a livello cerebrale che, a loro volta potrebbero modificare il modo in cui reagiamo ad agenti esterni e controlliamo le nostre emozioni.

Ipoacusia e depressione, cosa dicono gli studi

Uno studio condotto dall’Istituto Nazionale per la Sordità e altri Disturbi della Comunicazione testimonia un legame diretto tra la perdita dell’udito non trattata e un peggioramento dell’umore. Tale ricerca evidenzia, inoltre, che per le persone con un buon udito i tassi di depressione si aggirano intorno al 4%, in contrapposizione all’11,4% riscontrato nelle persone che soffrono di ipoacusia.

Lo studio ha anche dimostrato che il tasso di depressione aumenta con l’aumentare del livello di perdita dell’udito nel tempo.

Rompere l’imbarazzo: l’Importanza di un controllo uditivo per trovare la migliore soluzione

Si stima che circa 7 persone su 10 soffrono di ipoacusia, ma non ricorrono ad alcun apparecchio acustico per risolvere il problema. Purtroppo, questa negligenza espone il soggetto a diversi rischi e comporta, tra le altre cose, una progressiva perdita di autonomia nel regolare svolgimento delle attività quotidiane.

Molte persone trovano difficile affrontare la loro perdita uditiva in modo diretto come vorrebbero fare idealmente. L’ostacolo che impedisce alle persone di rivolgersi a centri acustici specializzati è l’imbarazzo sociale nel dover riconoscere il problema: il sentirsi “diversi”, estranei e a disagio in situazioni di collettività. Tuttavia, nascondere la testa sotto la sabbia non è mai la soluzione.

Il primo passo è dunque rendersi conto che non si è soli e che l’ipoacusia è largamente diffusa nella popolazione e magari anche tra la propria cerchia di conoscenti. Il secondo passo è trovare la soluzione più adatta a te, affidandoti a professionisti esperti del settore.

Eccomi: l’apparecchio acustico discreto e rivoluzionario

L’apparecchio acustico Eccomi di Progetto Udire è un dispositivo rivoluzionario che va incontro alle tue esigenze: piccolo e facile da indossare, risulta praticamente invisibile, in modo da consentirti di decidere se comunicare la tua ipoacusia alle persone che ti circondano, superando così il disagio iniziale nell’accettazione della problematica.

Ricordati che un soggetto dotato di un buon udito, non solo sente meglio, ma vive meglio, riprendendo a svolgere in autonomia tutte le attività quotidiane. Prenota subito una visita: il controllo dell’udito è completamente gratuito!

Progetto Udire diventa partner del Centro Polispecialistico Beccaria

Da più di 20 anni, Progetto Udire si impegna a “dare ascolto a chi vuole sentire bene”, grazie a professionisti competenti che si prendono cura dei pazienti, accompagnandoli in un percorso che porta alla soluzione più adatta alle loro esigenze.

I problemi di udito, con il passare del tempo, sono sempre più diffusi, soprattutto con l’avanzare dell’età. Tuttavia, esistono numerose soluzioni, comode e praticamente invisibili, grazie alle quali si può tornare ad ascoltare tutti i suoni della vita.

“La cura della persona è da sempre per noi motivo di passione e duro lavoro. Siamo dunque orgogliosi di comunicare la nascita della nuova partnership con il Centro Polispecialistico Beccaria, che con tecnologie all’avanguardia fornisce un servizio sanitario eccellente in diversi campi”– come riferisce Federico Turchi, titolare e audioprotesista di Progetto Udire.

Centro Polispecialistico Beccaria: un punto di riferimento sanitario a 360 gradi, ora partner di Progetto Udire

Il Centro Beccaria offre ai suoi utenti, presso la sede principale a Varese, visite specialistiche otorinolaringoiatriche, oltre a numerosi altri servizi medico-chirurgici.

In collaborazione con i professionisti di Progetto Udire, sarà da oggi possibile eseguire un controllo dell’udito attraverso lo svolgimento delle prove audiometriche vocali/tonali e una consulenza specifica per definire, se necessario, l’ausilio acustico più adatto alle esigenze e necessità del singolo.

Per maggiori informazioni e per prenotare una visita specialistica, clicca qui.

Relazione tra ipoacusia e malattie croniche: quando prestare maggiore attenzione

Cartesio diceva che il corpo umano è una macchina perfetta. Proprio come in un qualsiasi macchinario, infatti, ogni ingranaggio lavora in funzione di tutti gli altri. Proprio come una macchina, con il passare del tempo il corpo può andare incontro a deterioramenti che, se trascurati, peggiorano e ne compromettono il funzionamento.

Alla luce di un innalzamento dell’età media della popolazione negli ultimi anni, e quindi di una crescita della popolazione appartenente alla cosiddetta fascia anziana, si evince un incremento progressivo del numero di persone che presentano problemi di udito.

Riprendendo quanto considerato da Cartesio, è importante non trascurare la stretta relazione che intercorre tra le più comuni malattie metaboliche e l’ipoacusia. Diversi studi, infatti, testimoniano che diabete, malattie cardiache o renali possono inficiare la qualità dell’udito e a sua volta, una perdita uditiva può portare a chi ne soffre l’insorgere di sintomi della depressione. “Ogni ingranaggio lavora in funzione di tutti gli altri”: ecco perché per prendersi cura del proprio udito, spesso, può portare benefici a 360 gradi per il nostro corpo e la nostra mente.

Ipoacusia e diabete: che relazione c’è tra queste due patologie

Sempre più spesso si sente parlare di una possibile associazione tra diabete e ipoacusia, ovvero tra una malattia metabolica conseguente a un calo di attività dell’insulina e una diminuzione progressiva ma sostanziale della capacità uditiva. Tale connessione tra le due sintomatologie deriva da diverse ricerche che testimoniano come le persone affette da diabete sperimentano in maggior numero una perdita uditiva rispetto a coloro che non presentano questa condizione. Il disturbo vascolare e nervoso causati dalla microangiopatia sono alla base della perdita uditiva.  In termini più specifici, si parla di cocleopatia diabetica, un disturbo che compromette il funzionamento di un componente dell’orecchio interno, la coclea.

Nonostante la prevenzione e i controlli dell’udito siano fortemente consigliati periodicamente e su larga scala, chi soffre di diabete dovrebbe prestare un’attenzione maggiore alla propria capacità uditiva, così da poter intervenire tempestivamente prima di accusare sintomi invalidanti.

Se soffri di diabete e hai notato un’attenuazione dei suoni che ti circondano, rivolgiti ai professionisti di Progetto Udire che a seguito di un controllo gratuito dell’udito, sapranno consigliarti la soluzione migliore per le tue esigenze.

Ipoacusia e malattie cardiovascolari: una correlazione da non sottovalutare

Malfunzionamenti arteriosi e una cattiva circolazione sanguigna, oltre alle chiare e già note ripercussioni che hanno sulla salute, possono anche compromettere la qualità dell’udito di chi ne è affetto. Numerosi studi nel corso degli anni si sono dedicati all’approfondimento di queste patologie potenzialmente connesse tra loro, riscontrando effettivamente una correlazione tra problemi cardiovascolari e ipoacusia.

Senza un adeguato flusso sanguigno, le delicate cellule della coclea, così come il resto dell’orecchio interno, potrebbero non funzionare correttamente. Gli studi hanno dimostrato che l’orecchio interno è una delle prime parti del corpo ad essere colpite dalla malattia cardiaca, rendendo la perdita dell’udito un segno anticipatorio di potenziali problemi di cuore in alcune persone.

Anche in questo caso, effettuare controlli periodici può fare la differenza. Progetto Udire si prende cura della salute del tuo udito da più di 20 anni e sa che una diagnosi precoce per qualsiasi tipo di problema è indispensabile per adottare le migliori soluzioni il prima possibile.

Problemi di udito e umore: non sei solo

Melodie, risate, le voci dei nostri cari, il cinguettio degli uccellini e persino i rumori a cui siamo poco abituati, fanno parte della nostra vita e costituiscono parte integrante di essa. Ecco perché, quando vengono meno a causa di una riduzione della capacità uditiva, le persone sperimentano un aumento dei livelli di ansia, sentimenti contrastanti di isolamento sociale, stress e perfino stanchezza che possono sfociare, a lungo termine, in depressione.

Sempre più persone sperimentano l’ipoacusia ed è importante non sentirsi una goccia nell’oceano ma capire e diffondere le corrette informazioni su prevenzione e possibili soluzioni a riguardo.

Trovare la soluzione più adatta a te è possibile: affidati ad esperti del settore

Oggi esistono molteplici modelli di apparecchi acustici che si incontrano perfettamente con le esigenze particolari di ognuno di noi. Sentire bene aiuta a stare bene con gli altri e con sé stessi.

Con il team di Progetto Udire, potrai contare sull’esperienza pluriennale di professionisti dell’udito, costantemente aggiornati sulle tecnologie più innovative e moderne. Puoi trovarci nelle sedi di Varese, Gallarate, Luino, Malnate e Arcisate.

Cos’è il test dell’udito online e come funziona: l’importanza della prevenzione

Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai iniziato ad accusare qualche piccolo sintomo di ipoacusia e ti stai documentando a riguardo. Per ipoacusia si intende una condizione di riduzione o perdita del senso dell’udito, che con il passare del tempo può seriamente incidere sulla vita del soggetto colpito.

Se ti ritrovi in queste parole, niente paura, esistono numerose soluzioni su misura per tornare a sentire tutti i suoni protagonisti della tua vita. Il primo passo è prendere coscienza della propria condizione, come? Valutando approssimativamente, grazie ad un test dell’udito online, la propria capacità uditiva, per poi effettuare un test audiometrico più approfondito presso centri specializzati come quelli di Progetto Udire.

Cos’è un test dell’udito online e come svolgerlo in autonomia

I test dell’udito proposti online, pur non essendo in grado di definire con precisione il profilo uditivo di una persona, possono aiutare a identificare superficialmente il problema. Una delle caratteristiche che li contraddistingue è sicuramente la rapidità: il loro svolgimento non ti richiederà più di cinque minuti.

Per svolgere il test è necessario trovarsi in una stanza possibilmente in assenza di rumori esterni che potrebbero alterare l’esito del test. La prova consiste nell’ascoltare tramite le proprie cuffie una serie di suoni programmati appositamente con differenti frequenze e di diverso volume, che possono variare a seconda del test che si sceglie. Solitamente, sono previste alcune domande generali sulla percezione uditiva personale nella propria quotidianità: per esempio, viene chiesto al partecipante se riscontra difficoltà a decifrare conversazioni in luoghi piuttosto chiassosi o se gli capita spesso di non capire le parole del proprio interlocutore e dunque dover chiedere di ripetere.

È importante ricordare che al termine della prova non ci si deve aspettare una diagnosi precisa, bensì un punteggio o un giudizio generico ponderato in base alle risposte, che indicherà solo a grandi linee la qualità del tuo udito. I test online, infatti, non forniscono la valutazione completa di cui hai bisogno per uno sguardo più completo sul suo benessere uditivo. Solo un test audiometrico effettuato presso centri acustici è attendibile al 100%.

Perché affidarsi ad un test audiometrico svolto da specialisti presso centri competenti

Nonostante l’intuitività e la comodità dei test online, è fondamentale non considerarli validi sostituti dei test audiometrici effettuati in centri acustici specializzati, come Progetto Udire. I testi online svolti in autonomia, infatti, nascono come semplici e utili indicatori e contribuiscono, grazie alla velocità con cui forniscono un feedback, ad incentivare un controllo uditivo più approfondito in presenza.

Il test audiometrico svolto in presenza è un vero e proprio esame dell’udito svolto da specialisti competenti, proprio per questo non è paragonabile a vari ed eventuali test dell’udito online. Per comprenderne a pieno il funzionamento e l’importanza, facciamo un passo indietro. I suoni che banalmente percepiamo durante la giornata si diversificano in base alla frequenza, ovvero in base al numero di vibrazioni al secondo che l’orecchio umano percepisce. Il test ha come scopo quello di identificare i soggetti maggiormente sensibili a determinate frequenze o coloro che hanno sviluppato una progressiva perdita negli anni, in modo da poter intervenire e colmare le carenze uditive grazie ad apparecchi acustici su misura.

Anche il più affidabile test dell’udito online, dunque,  può essere male interpretato senza le competenze tecnico-scientifiche necessarie e soprattutto, ha un carattere puramente indicativo che non indaga le cause del problema, né fornisce soluzioni specifiche.

Se pensi di avere un calo uditivo e vuoi chiarire ogni tuo dubbio, non aspettare, affidati ai professionisti di Progetto Udire per una visita di controllo gratuita.

L’importanza della prevenzione

I problemi di udito sono sempre più diffusi in Italia e nel mondo, non sottovalutare i sintomi. La prevenzione è fondamentale: è fortemente consigliato, infatti, effettuare periodicamente check-up di controllo presso centri acustici specializzati come Progetto Udire.

Saper riconoscere i primi segnali d’allarme, effettuare in autonomia test dell’udito online e rivolgersi ad esperti del settore saranno scelte vincenti per la tua salute e per il tuo benessere personale. Sentire bene aiuta a vivere meglio. Ti aspettiamo a Varese, Malnate, Gallarate, Arcisate e Luino.

 

5 errori da evitare per chi indossa gli apparecchi acustici per la prima volta

Quando i suoni della vita iniziano ad attenuarsi, non è mai semplice accettarlo. Soprattutto con il passare del tempo, potrebbero presentarsi piccoli segnali di un calo uditivo. Purtroppo, ammettere e riconoscere di riscontrare una riduzione della capacità uditiva spesso può essere un vero e proprio scoglio personale. Tuttavia, sotto la guida di professionisti, superare questo ostacolo è possibile e consente di godersi finalmente una vita “a tutto volume”.

Grazie ad una corretta informazione riguardo ad un problema così ampiamente diffuso, al giorno d’oggi sempre più persone si affidano ad esperti del settore per combattere l’ipoacusia. Progetto Udire offre ai suoi clienti le migliori soluzioni acustiche, da oltre 20 anni. Per chi si affaccia per la prima volta al mondo degli apparecchi acustici, è bene conoscere cinque tra i più comuni errori da non commettere.

1.Scegliere il proprio apparecchio acustico basandosi esclusivamente sull’estetica: qualità ed efficienza sempre al primo posto

Se potessimo risolvere i problemi di udito con una bacchetta magica, nessuno esiterebbe a farsi avanti. Invece, nonostante grandi passi avanti, soffrire di ipoacusia è ancora oggi motivo di disagio o imbarazzo sociale per molte persone. Questo è il principale motivo per cui spesso uno dei fattori primari che vengono presi in considerazione nella scelta del nuovo apparecchio acustico è proprio l’estetica. Questo criterio non va escluso, ma non deve prevaricare altri aspetti essenziali e prioritari, quali: un buon funzionamento, comodità e praticità d’uso. Come si suol dire, anche l’occhio vuole la sua parte, certo, ma in questi casi un buon udito vale molto di più. Progetto Udire, pone al centro la qualità dei prodotti offerti, consigliando ai propri clienti la soluzione più adatta alle loro esigenze a seguito di dettagliate prove audiometriche, conciliando efficacia ed estetica in ogni apparecchio acustico.

2.Farsi influenzare dal prezzo del prodotto offerto: la salute non ha prezzo

Una variabile discriminante quando si parla di acquisti è proprio il prezzo. Tuttavia, chiunque saprà riconoscere che il benessere e la cura per sé stessi non si possono comprare, perché hanno un valore inestimabile. È sicuramente buona norma informarsi riguardo il valore degli apparecchi acustici prima di procedere con l’acquisto, avendo tuttavia chiaro in mente che non si tratta di una banale spesa, bensì di un investimento sul proprio futuro, che andrà a migliorare la qualità della propria vita. Inoltre, i centri acustici Progetto Udire sono abilitati con le ASL del territorio di competenza per poter fornire gli apparecchi acustici gratuitamente agli aventi diritto, secondo le disposizioni del Ministro della Salute. I clienti saranno accompagnati da professionisti esperti durante tutto il percorso finalizzato all’ottenimento dell’apparecchio acustico senza alcuna spesa.

3.Essere impazienti di ottenere i risultati auspicati: tempo al tempo

Una delle false aspettative più diffuse è quella di poter avere miglioramenti immediati a partire dal primo momento dell’applicazione dell’apparecchio acustico. Nella realtà dei fatti, ciò non avviene. Ma niente paura, perseverare porterà i propri frutti. Infatti, l’adattamento al nuovo apparecchio acustico è un processo che richiede del tempo per abituare il proprio apparato uditivo a riascoltare i suoni del mondo. Si consiglia di non cedere alla tentazione di rimuovere l’apparecchio in caso di rumori di fondo inizialmente fastidiosi, ma annotare invece le piccole variazioni percepite, in modo da riportarle poi ai professionisti per un’eventuale regolazione. È più realistico un lasso temporale di circa un mese, dunque, per notare i risultati tanto desiderati.

4.Non effettuare controlli periodici di controllo dell’apparecchio acustico: prenditene cura

Il modo migliore per assicurarsi risultati ottimali che soddisfino tutti i requisiti di un eccellente apparecchio acustico nel medio e lungo periodo, è quello di effettuare controlli periodici a verifica del funzionamento e dell’adattamento del prodotto. Tale compito è di esclusiva competenza e responsabilità dell’audioprotesista. Aggiustamenti per un buon bilanciamento del suono, innalzamento o abbassamento del volume, dimensione e posizionamento affinché calzi a pennello. Prenditi cura degli apparecchi acustici perchè diventeranno a tutti gli effetti una parte fondamentale di te.

5.Sentirsi inadeguati

Prendersi cura di sé stessi non è mai un errore e non deve essere fonte di disagio o vergogna. Ogni melodia, rumore o parola, merita di essere ascoltata senza interferenze. Solo scoppiando la bolla dell’ipoacusia apprezzerai maggiormente il suono delle piccole cose. Cosa aspetti?

Noi di Progetto Udire continuiamo a proporre soluzioni acustiche all’avanguardia, test specifici ed esami audiometrici della migliore qualità, perché sappiamo che sentire meglio, ascoltare meglio, porta a vivere meglio. Prenota la tua visita gratuita.

Fumare fa male anche all’udito

Ci sono ormai pochi dubbi a riguardo: fumare fa male anche all’udito e chi ritiene che non possa esserci alcuna correlazione tra questo vizio e il benessere uditivo, è destinato a ricredersi.

Il fatto che il fumo favorisca il decadimento uditivo, in realtà, non dovrebbe stupire: quello in questione è infatti un vizio deleterio che implica una molteplicità di aspetti negativi; dunque, se si immettono nel proprio organismo sostanze così nocive, tutti i nostri sensi possono solo subirne un danno.

Un recente studio pubblicato su Scientific Reports sulla correlazione fumo-udito

Lo scorso mese di aprile, ovvero a poche settimane dall’ultima Giornata Internazionale contro il tabacco, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports uno studio molto interessante a tale riguardo, condotto da un team di ricercatori di Seoul, in Corea del Sud.

In tale studio è stato considerato un campione di 290.000 adulti che non manifestavano alcun campanello di allarme per quel che riguarda la perdita uditiva, campione che è stato poi monitorato per ben 9 anni tenendo in considerazione le dichiarazioni riguardanti lo status di fumatore o non fumatore.

L’affidabilità delle dichiarazioni, peraltro, è stata supportata da delle analisi delle urine: nello specifico, in tale liquido biologico è stata valutata la quantità di cotinina, metabolita della nicotina che rappresenta appunto un ottimo indice dell’utilizzo di sigarette. Inoltre si è tenuto conto anche dell’esposizione a forti rumori durante l’attività professionale, affinché il risultato finale fosse ancor più preciso ed affidabile.

Sebbene la ricerca non abbia potuto tenere in considerazione i dati relativi all’esposizione ai rumori nel tempo libero e quelli relativi all’esposizione di fumo passivo, il risultato è stato inequivocabile: i soggetti fumatori sono risultati molto più esposti al rischio di sviluppare delle carenze uditive.

Un’ulteriore ricerca che giunse alle medesime conclusioni

Anche ulteriori studi, in passato, hanno confermato questo: una ricerca giapponese eseguita su un campione di 50.000 persone monitorate costantemente per 8 anni ha infatti dato un risultato analogo.

Nello specifico: solo 8 soggetti su 1.000 non fumatori avevano sviluppato, in tale lasso temporale, dei difetti dell’udito, tra i non fumatori invece l’incidenza è stata quasi doppia, riguardando 15 soggetti su 1.000.

Come si spiega il fatto che il fumo danneggi l’udito

Come si diceva in precedenza, il fumo è un nemico dell’organismo a 360 gradi, di conseguenza esso danneggia tutti i nostri organi; sarebbe un errore quindi credere che i suoi effetti negativi riguardino soltanto i polmoni.

Le tossine contenute nella nicotina causano danni alle cellule dell’orecchio, rendendo così più difficoltosa la trasmissione dei suoni, senza trascurare un inferiore afflusso di sangue verso la coclea, elemento dell’apparato uditivo simile ad una chiocciola che traduce l’impulso cinetico in un impulso chimico; il fumo, si sa, è deleterio per la circolazione, ecco perché quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante.

Fumare fa male all’udito, dunque, e questa può essere un’ulteriore ed ottima ragione per evitare questo vizio.

In ogni caso, e soprattutto se sei stato un fumatore, è sempre una buona idea controllare periodicamente la capacità uditiva. Non aspettare, prenota un test dell’udito gratuito presso uno dei nostri Centri Acustici oggi stesso. Ci trovi a Varese, Malnate, Luino, Gallarate, Malnate e Arcisate.

Perdita dell’udito: alcuni consigli per scongiurarla

La perdita dell’udito può manifestarsi ad una determinata età per l’invecchiamento biologico dell’organismo, ma può essere anche correlata ad abitudini sbagliate, oppure ad eventi traumatici.

Alla luce di questo, dunque, quali possono essere dei buoni consigli per scongiurare seri danni uditivi? Scopriamolo subito.

Evitare l’esposizione a rumori troppo forti per preservare l’udito

Rumori eccessivamente forti possono danneggiare l’udito e, se particolarmente accentuati, potrebbero perfino causarne la perdita immediata, di conseguenza bisogna evitare assolutamente di ritrovarsi in situazioni simili.

Al di là di quelli che possono essere degli eventi estremi, è comunque bene evitare tutti i rumori piuttosto forti in quanto, anche laddove non fossero in grado di causare una perdita immediata dell’udito, i loro effetti negativi sono destinati ad emergere nel lungo periodo.

Particolarmente importante è, a questo riguardo, accertarsi che sul luogo di lavoro non si sia esposti a rumori molto forti; se l’inquinamento acustico è rilevante è fondamentale utilizzare degli appositi strumenti di protezione, ed è utile ricordare che tutti i DPI, dispositivi di protezione individuale, devono essere messi a disposizione dal datore di lavoro in linea con le leggi che disciplinano le diverse tipologie di attività.

Anche il semplice recarsi ad un concerto, oppure in discoteca, può esporre a rumori dall’intensità tutt’altro che trascurabile. Di conseguenza in contesti simili è sempre bene portare con sé dei tappi per orecchie, utilizzandoli soprattutto nel caso in cui ci si ritrovi in un punto molto vicino ad una cassa acustica.

Prestare attenzione agli auricolari

Oggi gli auricolari sono utilizzati davvero tantissimo, tuttavia questi dispositivi potrebbero divenire molto pericolosi per il benessere uditivo.

Il fatto che i suoni, in questo caso, siano emessi nell’immediato ridosso dell’orecchio li rende potenzialmente più temibili, ecco perché l’uso degli auricolari va fatto sempre con la massima attenzione.

Si raccomanda anzitutto di adoperarli solo per alcuni minuti al giorno, magari preferendo un ascolto “normale” della musica e di qualsiasi altro contenuto audio, inoltre è importantissimo che, quando vengono utilizzati, il loro volume sia basso.

Ascoltare musica agli auricolari ad alto volume costituisce un serio pericolo per il benessere dell’udito, non a caso alcuni dispositivi tecnologici regolano automaticamente al 60% il volume massimo con cui si può fruire dell’audio tramite i medesimi.

Farmaci e check up periodici dell’udito

Alcuni farmaci hanno, tra i potenziali effetti collaterali, quello di danneggiare l’udito, di conseguenza si dovrebbe cercare di evitarli o quantomeno di ridurre il loro uso.

Ovviamente non si può fare a meno di un farmaco, se è necessario: semmai in casi simili ci si può consultare col proprio medico per valutare la possibilità di optare per farmaci analoghi che non abbiano quest’effetto collaterale.

Un ulteriore consiglio per scongiurare la perdita dell’udito non può che essere quello di sottoporsi a dei controlli periodici: se l’attenzione verso la vista è sempre piuttosto alta e molte persone si sottopongono a visite di controllo con regolarità, non si può purtroppo dire lo stesso dell’udito.

Anche da questo punto di vista, tuttavia, i check up sono importantissimi e potrebbero rivelare per tempo eventuali anomalie. Affidati alla professionalità dei nostri audioprotesisti: prenota un controllo completo del tuo udito presso i Centri Acustici Progetto Udire, a Varese, Gallarate, Arcisate, Malnate o Luino.

Cosa c’è da sapere sulla presbiacusia, la perdita d’udito dovuta all’invecchiamento

Con il termine “presbiacusia” si fa riferimento alla perdita dell’udito dovuta all’invecchiamento.

Non si afferma nulla di nuovo nel dire che le persone di età avanzata siano maggiormente esposte al rischio di sviluppare dei difetti uditivi; molteplici statistiche, peraltro, confermano come l’incidenza dei problemi dell’udito cresca in maniera consistente tra le fasce più anziane della popolazione, ma cosa c’è da sapere a riguardo?

La scienza medica è oggi fortemente impegnata nello studio delle relazioni tra invecchiamento biologico ed insorgenza di difetti uditivi; per certi versi, infatti, questo legame dev’essere ancora chiarito.

I fattori che possono favorire l’insorgere della presbiacusia

Sicuramente, nella grande maggioranza dei casi l’udito va incontro ad un decadimento per via di un deterioramento delle cellule ciliate, che sono situate all’interno dell’orecchio; tuttavia, la gamma di fattori potenzialmente rilevanti è molto ampia.

In alcuni casi, infatti, la presbiacusia si manifesta per problemi di natura neurosensoriale, senza trascurare il fatto che in età avanzata si potrebbero semplicemente pagare, in termini uditivi, le esposizioni ai forti rumori, l’aver utilizzato farmaci che includono, tra le proprie controindicazioni, i danni all’udito e in generale l’aver seguito abitudini di vita poco salutari in tale ottica.

Il decadimento uditivo in età avanzata, d’altronde, non è una tappa obbligata: ci sono tantissime persone che, pur avendo superato i 60 o i 70 anni, hanno un udito impeccabile, al contrario altre iniziano a riscontrare sintomi tipici della presbiacusia molto tempo prima, ad esempio a 50 o perfino a 40 anni.

Correggere tempestivamente i difetti uditivi è fondamentale, ecco perché

La persona che riscontra dei sintomi di un principio di presbiacusia dovrebbe intervenire immediatamente e, tenendo in considerazione che non sempre si riesce a capire autonomamente di avere delle capacità uditive inferiori, in tale ottica può essere fondamentale il ruolo dei familiari.

Credere che il calo uditivo vada accettato, in quanto inesorabilmente dovuto all’età, sarebbe un grosso errore: oggi grazie ai progressi della tecnologia applicata alla medicina è possibile correggere i difetti uditivi in maniera molto efficace facendo ricorso ad apparecchi acustici di molteplici tipologie, tutti molto comodi, discreti e performanti.

La correzione dei difetti uditivi dovuti a presbiacusia è importantissima non solo per l’aspetto più ovvio, ovvero appunto per poter sentire in maniera ottimale, ma anche perché è stata dimostrata una correlazione tra difficoltà uditive e decadimento mentale.

Se una persona in età avanzata presenta difficoltà uditive, infatti, è molto più esposta al rischio di sviluppare delle condizioni di demenza: ecco perché il benessere uditivo non dovrebbe mai essere trascurato, neppure, anzi soprattutto, in tarda età.

Se si nota che un proprio caro ha difficoltà nel sentire, o che palesa delle problemi nel dialogo che non aveva mai avuto in precedenza, è importantissimo stimolarlo a sottoporsi subito ad un test: sarà il professionista a valutare il suo caso e, se necessario, a suggerirgli un apparecchio acustico.

Puoi rivolgerti ai nostri Centri Acustici: trovi Progetto Udire a Varese, Malnate, Gallarate, Arcisate e Luino. I nostri audioprotesisti sono a tua disposizione per un controllo gratuito del tuo udito.