Cos’è l’otite del nuotatore e come prevenirla

Otite del nuotatore: di cosa si tratta?

Viene definita otite del nuotare un’infiammazione di natura batterica che coinvolge il canale auricolare e l’orecchio più esterno. Il nome deriva dal fatto che i nuotatori siano una categoria particolarmente colpita da questa problematica. Infatti, chi è solito nuotare in piscina espone frequentemente l’orecchio all’acqua. Quest’ultima, entrando all’interno, sensibilizza la pelle rendendola più fragile. Nello specifico, il liquido ammorbidisce la cute dell’orecchio esterno e del canale interno, favorendo l’ingresso dei cosiddetti agenti patogeni. Com’è noto l’acqua delle piscine risulta particolarmente ricca di batteri e micro-organismi, causa principale della comparsa di infezioni.

L’otite del nuotatore può presentarsi con tre gradi di intensità differente:
otite del nuotare allo stadio acuto, problematica maggiormente diffusa che si manifesta attraverso eritema (del timpano e dell’area esterna), sensazione di orecchio tappato, acufene, ipoacusia con difficoltà relative all’udito, dolore che coinvolge tutto l’organo e forte prurito diffuso;
otite del nuotatore di tipo cronico, quando i sintomi dell’otite del nuotatore persistono a lungo questa si trasforma in problematica cronica. Non solo, questa particolare condizione rende il paziente recidivo alle terapie farmacologiche poiché l’organismo sviluppa naturalmente una cosiddetta resistenza batterica impedendo che la patologia possa guarire correttamente;
otite del nuotatore localizzata, comunemente chiamata foruncolosi, questa particolare condizione coinvolge esclusivamente i bulbi piliferi dell’orecchio. Come suggerisce il nome, si manifesta con la comparsa di foruncoli arrossati e infiammati ricchi di pus. La loro presenza fa percepire al paziente un forte dolore e un fastidio persistente con forte bruciore e prurito.

Quali sono le cause principali che scatenano l’otite del nuotatore?

La causa principale dell’otite del nuotatore risiede principalmente nella presenza di agenti patogeni che attaccano la parte più interna dell’orecchio. Tuttavia questa problematica può avere un’origine differente: batterica, virale o micotica. Dunque, pur considerando la natura analoga, gli agenti scatenanti possono risultare piuttosto differenti. Tra le cause più comuni dell’otite del nuotatore vi è senza dubbio l’acqua che, entrando nell’orecchio, favorisce la presenza degli agenti patogeni. Successivamente, tra le cause più comuni vi è l’assenza di cerume che protegge l’orecchio. In assenza di questa sostanza il canale uditivo risulta privo della sua naturale barriera e per questa ragione viene maggiormente attaccato dai funghi e dai batteri che scatenano l’otite. Non solo, in questi casi è piuttosto comune la comparsa di infezioni di lieve e grave entità. Sebbene il cerume ricopra un ruolo essenziale per la salute dell’orecchio è opportuno considerare che anche una presenza eccessiva di questa secrezione rientra tra le cause principali della comparsa dell’otite del nuotatore. Infatti, il deposito (a seguito di un raffreddore, influenza e allergia) favorisce la presenza di batteri e virus che, partendo dalla zona più interna, raggiungono il padiglione auricolare.

Come prevenire l’otite del nuotatore

L’otite del nuotatore può essere prevenuta utilizzando dei semplici accorgimenti. Se si è soliti frequentare la piscina a lungo o frequentemente è opportuno riparare il cavo uditivo utilizzando degli appositi tappi. Non solo, in questo caso posizionare la cuffia al di sopra del padiglione auricolare e asciugare con cura la zona permetterà di limitare l’effetto dell’acqua sulla cute. In secondo luogo, per rallentare la comparsa dell’otite del nuotatore è sempre consigliabile mantenere un buon livello di igiene dell’orecchio. Utilizzare i dispositivi più opportuni o rivolgendosi ad uno specialista che possa riportare le secrezioni dell’orecchio ad un livello ottima per preservarne la salute. Infine, nel caso in cui si soffrisse di questa patologia il medico dovrà prescrivere ai propri pazienti medicinali quali antibiotici e creme cortisoniche che possano eliminare definitivamente l’agente patogeno dal quale è scaturita l’infiammazione e l’infezione dell’orecchio.

Oltre a rivolgerti ad un medico specializzato in otorinolaringoiatria, puoi chiedere consiglio ai nostri specialisti: siamo a tua disposizione per un controllo gratuito dell’udito.

Corpo estraneo nell’orecchio: cosa fare?

Uno degli organi più importanti del corpo umano è rappresentato dalle orecchie che permettono di ascoltare suoni e parole provenienti dal mondo esterno; si tratta indubbiamente di una parte del nostro organismo alquanto delicata e un eventuale danneggiamento delle orecchie potrebbe compromettere il senso dell’udito. Proprio per questo motivo è molto importante sapere come comportarsi nell’eventualità che un corpo estraneo possa entrare nell’orecchio.

Cosa può entrare nell’orecchio

Non bisogna credere che la presenza di un corpo estraneo nell’orecchio sia da considerarsi come un’eventualità remota. Alcune circostanze, infatti, possono favorire questa ipotesi: si pensi ad esempio a quando si procede alla pulizia delle orecchie con un cotton fioc che viene spinto troppo a fondo nel canale uditivo o a quando un insetto si intrufola accidentalmente nello stesso. Questi accadimenti, inoltre, sono molto più frequenti nell’universo infantile; i bambini, infatti, non possono avere la consapevolezza di un adulto e quindi per gioco o per curiosità, possono introdurre dei corpi estranei nell’orecchio, così come anche nella bocca o nelle narici. Alcuni tra gli oggetti più comuni rinvenuti all’interno delle orecchie dei bambini sono piccoli pezzi di carta, bottoni, piccoli mattoncini delle costruzioni, fagioli o ceci. Negli adulti, invece, molto più comuni sono i bastoncini di cotone per la pulizia o delle forcine per capelli.

Come comportarsi in caso di oggetti nelle orecchie

La regola più importante da seguire è quella di non farsi prendere dal panico e cercare, nei limiti del possibile, di restare calmi. Anche di fronte alle situazioni più difficili. Alcune volte, infatti, i bambini possono addirittura introdurre in un orecchio una batteria di piccole dimensioni, come quelle che sono presenti negli apparecchi acustici. Si tratta di una situazione da non sottovalutare in quanto dalle batterie può fuoriuscire un liquido che potrebbe provocare seri danni. In questi casi, l’unica cosa da fare è quella di recarsi al pronto soccorso e far verificare la situazione da un professionista.

In realtà, questa regola dovrebbe essere seguita sempre, anche nelle ipotesi in cui il corpo estraneo risulta visibile a occhio nudo e potrebbe essere rimosso con l’aiuto delle classiche pinzette. Una soluzione fai da te con queste ultime potrebbe invece peggiorare ulteriormente le cose in quanto, se non manovrate con attenzione, le pinzette potrebbe far scivolare o spingere il corpo estraneo all’interno delle orecchie. Meglio quindi recarsi al pronto soccorso, pur in presenza di una situazione apparentemente non complicata, per avere la certezza di risolvere il problema senza ulteriori danni.

Altro caso molto frequente è quello di un insetto che entra accidentalmente all’interno dell’orecchio. La situazione che un adulto o un bambino avverte è davvero fastidiosa, soprattutto in considerazione del fatto che un eventuale battito d’ali dell’insetto risulta amplificato. Anche in questo caso è fondamentale restare calmi, evitando gesti bruschi o schiaffeggiando l’orecchio, per impedire che l’insetto possa entrare ancora più dentro l’organo. Bisogna invece restare seduti con la testa perfettamente dritta e inclinandola, ad intervalli regolari, tirando leggermente l’orecchio in modo da allargare il condotto uditivo e favorire la fuoriuscita dello stesso. Anche l’olio d’oliva può essere un ottimo rimedio per queste situazioni, avendo cura poi di rimuovere l’insetto una volta morto. È ovvio che se la situazione non può essere risolta in questo modo, il pronto soccorso ospedaliero resta l’unica opzione.

Questi semplici accorgimenti eviteranno quindi di procedere ad una rimozione forzata degli oggetti o degli insetti, evitando in tal modo che possano essere provocati dei danni permanenti all’udito.

Progetto Udire consiglia sempre di rivolgersi agli specialisti. Se hai dubbi sul tuo udito e le orecchie, contattaci.

Progetto Udire compie 10 anni

Il 4 luglio 2020 Progetto Udire compie 10 anni.

Ne abbiamo fatta di strada insieme: dal 1995, quando il titolare Federico Turchi, con Marco Turchi, fonda Audiomedical Varese, fino ad oggi, uniti più che mai per ripartire dopo la pandemia Covid-19, più forti di prima.

La nostra storia è fatta di cambiamenti, come la vita: nel 2010 nasce Progetto Udire, con il nostro primo Centro Acustico, a Varese, in via Cavour 27. Troviamo così la nostra identità che ci permette di seguire la visione che tutt’oggi ci contraddistingue: la soddisfazione dei nostri pazienti, raggiunta con la passione che mettiamo nel nostro lavoro.

Credere negli obiettivi

È grazie alla fiducia che tutti i nostri clienti ci hanno voluto dimostrare che siamo riusciti a raggiungere nuovi traguardi, come l’apertura di ben quattro altre sedi Progetto Udire: a Luino e Gallarate per arrivare nel 2018 con i Centri Acustici di Malnate e Arcisate. Ogni negozio è per noi la rappresentazione del nostro impegno ad esservi sempre più vicini.

È puntando ad un obiettivo in cui si crede che lo si può raggiungere. Noi di Progetto Udire “Progettiamo il benessere del tuo udito” e siamo convinti che professionalità e competenza siano il punto di partenza per realizzare la nostra missione. Vogliamo essere il vostro punto di riferimento per sentire bene e vivere meglio.

La nostra squadra non si limita a proporre le migliori soluzioni acustiche per aiutare chi soffre di ipoacusia. Accompagniamo i nostri pazienti in un percorso che meglio si addice alle esigenze di ognuno di loro, con il sorriso in qualsiasi momento. Vogliamo educare e informare sui problemi uditivi, per prevenirli e curarli tempestivamente.

Quello in cui crediamo non è cambiato in 10 anni, come la gratitudine verso chi ha fiducia in noi.

Auguri a noi, ma anche a tutti voi, parte insostituibile di Progetto Udire!

I consigli per proteggere l’apparecchio acustico d’estate

Proteggere l’apparecchio acustico al mare

Quando si parte per un week end o una vacanza al mare ci si chiede come fare per proteggere l’apparecchio acustico dall’acqua, dalla sabbia, dalle creme solari, ecc. Tuttavia, la manutenzione e le accortezze da ricordare sono molto semplici.

Per cominciare è opportuno valutare se il proprio apparecchio acustico appartenga alla vecchia o alla nuova generazione. Quelli prodotti più di recente, infatti, possiedono generalmente la certificazione IP68. Per questa ragione tali dispositivi sono in grado di resistere per circa 30 minuti a 1,5 metri di profondità, dunque non devono essere rimossi prima dei bagni in mare o in piscina. Al contrario, quelli più vecchi, non certificati, devono essere rimossi prima di tuffarsi in acqua.

In linea generale è tuttavia consigliabile cercare di mantenere il più asciutto possibile l’apparecchio acustico. L’umidità ma anche la salsedine, infatti, possono a lungo danneggiare la batteria, rendendo il dispositivo poco performante. In spiaggia, dunque, è raccomandabile riporre l’apparecchio acustico in un luogo asciutto, lontano dalla sabbia e dall’acqua. Se invece lo si indossa durante i bagni allora questo dovrà poi essere asciugato con cura.

Più in generale, durante l’estate è opportuno considerare che anche l’esposizione prolungata al sole, soprattutto nelle giornate più calde, può danneggiare l’apparecchio acustico. Le elevate temperature, infatti, possono sciogliere la scocca esterna in plastica. Per tale ragione è sconsigliabile lasciare il dispositivo sotto il sole oppure in prossimità di finestre e davanzali.

Infine, durante le vacanze estive al mare, per preservare il proprio apparecchio acustico è essenziale proteggerlo dai prodotti cosmetici come le creme solari. Queste, infatti, contengono agenti chimici che possono danneggiare sia l’involucro esterno che le componenti interne, nel caso in cui il prodotto dovesse penetrarvi.

In linea generale è essenziale pulire regolarmente il proprio apparecchio acustico al fine di rimuovere batteri e germi ma soprattutto prestare attenzione in spiaggia, in piscina e più in particolare all’acqua, alla sabbia e alle creme solari.

Apparecchio acustico in montagna: tutti i consigli per evitare di danneggiarlo

Anche durante le vacanze estive in montagna è necessario prestare attenzione al proprio apparecchio acustico. Spesso, infatti, la montagna è il luogo ideale in cui effettuare lunghe passeggiate. Pertanto, capita di sudare e dunque esporre il dispositivo all’umidità per un tempo prolungato. Come accennato, però, gli apparecchi acustici (soprattutto quelli meno recenti) non sono progettati per tollerare l’umidità e l’acqua. Durante le vacanze in montagna è dunque consigliabile asciugare con regolarità il dispositivo, soprattutto dopo le passeggiate. In alternativa è possibile acquistare appositi manicotti in nylon realizzati per proteggere i dispositivi dall’azione dell’acqua. Questi ultimi sono in grado di prevenire malfunzionamenti e guasti.

Non solo, anche in montagna le temperature possono alzarsi e pertanto è necessario evitare di lasciare l’apparecchio sotto il sole per molto tempo. L’involucro plastico che copre i meccanismi potrebbe infatti sciogliersi o danneggiarsi.

Infine, in montagna è utile proteggere l’apparecchio acustico dal vento. Quest’ultimo, infatti, può causare l’accumulo di polvere e piccoli detriti che possono compromettere il corretto funzionamento del dispositivo.

Manutenzione e pulizia

Durante l’estate o qualunque altro momento dell’anno, per proteggere il proprio apparecchio acustico è essenziale effettuare una corretta manutenzione. In linea generale, pulire quotidianamente il dispositivo assicurandosi che non vi siano polvere, sabbia, detriti o umidità all’interno permette di preservarne le componenti e la batteria. Non solo, in questo modo è altresì possibile evitare che questo divenga meno performante.

Tuttavia, durante l’estate queste operazioni devono essere ancor più accurate, soprattutto se si indossa l’apparecchio acustico in spiaggia, durante giornate particolarmente calde e soleggiate oppure mentre si effettuano passeggiate e trekking in montagna.

Chiedi consiglio ai professionisti audiologi di Progetto Udire e ottieni una pulizia ottimale del tuo apparecchio acustico, per qualsiasi stagione. Contattaci e fissa un appuntamento in una delle nostre 5 sedi.

Acufeni: quali sono le cure attuali?

Cos’è l’acufene?

L’acufene, detto anche tinnito, è un disturbo molto comune che può generare disagi e un peggioramento della qualità della vita di chi ne soffre.
Chi ne è affetto avverte nell’orecchio un suono, un fischio o un ronzio costante. Nella maggior parte dei casi, l’acufene si presenta in maniera lieve, dura poco e svanisce. Tuttavia, esistono anche forme invalidanti, ovvero fastidi continui che difficilmente spariscono.
In campo medico l’acufene è definito come una patologia che comporta una percezione uditiva in assenza di uno stimolo acustico o sonoro. Si manifesta con un sibilo, un suono ad altissima frequenza, un tintinnio e può essere continuo o intermittente. I disturbi appaiono soprattutto quando ci si trova in ambienti silenziosi e hanno durata variabile: i pazienti più fortunati convivono con l’acufene per circa una decina di minuti, quelli meno fortunati spesso non conoscono la fine di questo disturbo.
Tra le prime cause dell’insorgenza dell’acufene ci sono forti rumori, traumi acustici o stress emotivo. È stato dimostrato che a livello psicologico tali disturbi sono invalidanti: la persona ha difficoltà a dormire, concentrarsi e non riesce a compiere azioni molto semplici che appartengono alla vita quotidiana.

I disturbi acufenici sono dovuti, nella maggior parte dei casi, ad un funzionamento insolito dei neuroni della corteccia cerebrale che non riescono a condurre lo stimolo uditivo tra l’orecchio interno e le varie aree del cervello preposte sia alla percezione dei suoni, sia all’attenzione e all’emotività. Nei casi più rari e più gravi, invece, l’acufene è generata da malattie intracraniche, come alcune masse, che bisogna diagnosticare in tempo per poter procedere con una terapia efficace.

Cure dell’acufene

I disturbi acufenici non sono tutti uguali: differiscono da paziente a paziente e soprattutto ognuno presenta sintomi e meccanismi diversi.
Tuttavia, il peggior disagio che l’acufene possa portare è la mancanza di concentrazione, disturbi del sonno e disagio sociale.
Per questo motivo è necessario indicare per ciascun paziente una terapia che più faccia al caso suo. Si parla di terapia di precisione, ossia mirata direttamente per risolvere la sintomatologia della persona in questione. Tuttavia, esistono molteplici cure. Ad esempio la TRT (Tinnitus Retraining Therapy), una terapia in uso da molti anni basata principalmente sulla riabilitazione del cervello, facendolo abituare alla convivenza con gli acufeni. Per effettuare questo tipo di terapia, è necessario svolgere dei controlli audiologici preliminari basati sulla terapia del suono, secondo la quale il paziente è sottoposto all’ascolto di suoni a banda larga erogati a basso volume. Una volta diagnosticate le frequenze generanti i disturbi, si procede con la rieducazione del cervello ad essi. Così facendo, l’encefalo classificherà le frequenze come segnali neutrali e, di conseguenza, riuscirà a lavorare e convivere con la loro presenza.
Oltre alla TRT esistono anche le terapie comportamentali. Queste tecniche non si basano su un consulto sonoro e una rieducazione del cervello alle alte frequenze, bensì agiscono sulla psiche del paziente. Viene studiata la reazione psicologica che ha la persona affetta da disturbi acufenici e poi vengono forniti i giusti suggerimenti e le indicazioni adatte ad accettare queste frequenze come se fossero un vero e proprio sottofondo che non reca disturbo. Il paziente si sentirà più a suo agio perché imparerà a convivere con l’acufene e potrà procedere tranquillamente con le attività quotidiane, ritornare a dormire serenamente e avere una capacità di concentrazione soddisfacente.

Possibilità di cura con apparecchi acustici

In alcuni casi, i pazienti che soffrono di acufene possono anche avere una perdita di udito non indifferente. Proprio per questo motivo i suoni acufenici generati dal loro cervello si fanno sempre più intensi e fastidiosi.
Gli apparecchi acustici, in questo caso, sono un valido aiuto perché, amplificando i suoni ambientali, rendono meno tangibili e fastidiosi i rumori acufenici.

Se pensi di avere un calo uditivo, non aspettare e rivolgiti agli specialisti di Progetto Udire per effettuare una visita di controllo.

Come scegliere il miglior audioprotesista

Con il trascorrere del tempo e con l’invecchiamento iniziano a presentarsi tutta una serie di problematiche di salute. Tra queste una delle più comuni è quella relativa all’udito: i tessuti interni non sono più elastici e responsivi come prima e il timpano non riesce più a vibrare nel modo adeguato. Oltre queste cause di problemi uditivi, ne esistono anche altre, come quelle di origine infettiva, che possono insorgere in qualsiasi momento della vita.

Fortunatamente la tecnologia moderna mette a disposizione degli apparecchi acustici che rendono in grado di sentire di nuovo. chi soffre di problematiche relative all’udito. Per far sì che al nostro apparato uditivo venga riservato il trattamento migliore possibile e che ci vengano consigliati solo i migliori apparecchi e trattamenti è opportuno affidarsi a un professionista qualificato che possa aiutare il paziente a sentire meglio. La scelta non è così facile, considerando anche come il numero di audioprotesisti sia in aumento. Occorre sapersi orientare in un ambito che, molte volte, non è conosciuto dalla persona interessata e che, spesso, è restia a contattare un professionista.

In questa guida vogliamo darvi alcuni consigli su come scegliere l’audioprotesista che fa per voi.

Quali sono le caratteristiche che deve avere un buon audioprotesista?

Un buon audioprotesista, oltre che essere qualificato e avere esperienza alle spalle, deve essere in grado di relazionarsi con i suoi pazienti, deve saperli mettere a loro agio. Il rapporto che si verrà a formare deve essere di fiducia, bisogna trovare una persona che sia in grado di ascoltare e comprendere le problematiche che gli vengono presentate.

Chiedete in giro

Chiedete a parenti, conoscenti o amici, in questo modo riuscirete a farvi un’idea piuttosto precisa sulla problematica, avere informazioni su un determinato audioprotesista e potrete conoscerne di nuovi. Se avete un medico di fiducia che già vi segue potrete chiedere a lui, saprà darvi informazioni utili e consigliarvi un collega nel settore al quale affidarvi.

Trattamenti disponibili

Le problematiche che possono verificarsi a carico del sistema uditivo sono dei più disparati generi: si può incorrere in un’infezione, avere la necessità di portare un apparecchio acustico o semplicemente avere bisogno di effettuare un test dell’udito. Assicuratevi quindi che l’audioprotesista che state scegliendo possa mettervi a disposizione il trattamento adeguato. Generalmente la professione prevede la possibilità di affrontare qualsiasi problematica, ma meglio andare sul sicuro. Informatevi bene dunque, anche con le opinioni online di un Centro Acustico o di un singolo professionista, prima di prendere un appuntamento che potrebbe altrimenti rivelarsi solo un inutile dispendio di tempo.

Flessibilità del trattamento

Nonostante in molti casi le problematiche di più pazienti possano sembrare simili, la realtà è che ognuno ha bisogno di un trattamento specifico e quindi l’audioprotesista deve essere in grado di adattare la terapia in base alle necessità. Assicuratevi quindi che lo specialista che avete scelto abbia un approccio flessibile al trattamento delle problematiche, che sappia individuarle e adattarvisi a seconda, non solo della casistica specifica, ma anche delle vostre esigenze. Potreste avere, per fare un esempio, la necessità di un periodo di prova per capire se l’apparecchio acustico che avete indossato sia adatto a voi: l’audioprotesista deve essere disponibile anche per un conseguente adattamento del dispositivo.

Qualità-prezzo

Se dovete ricorrere all’utilizzo di un apparecchio uditivo, assicuratevi che il rapporto qualità/prezzo dei trattamenti e delle soluzioni proposti sia eccellente. Anche in questo caso, come i precedenti, consigli di conoscenti, parenti e amici, oltre che recensioni online, sono utili a farsi un’idea del Centro Acustico.

Incontro di persona

Nonostante la possibilità di reperire informazioni su audioprotesisti e Centri Acustici da più fonti, resta sempre importante l’impressione personale. Una volta quindi individuati gli specialisti che fanno al caso vostro, il consiglio è quello di prendere un appuntamento con quello che sembra più idoneo alle vostre esigenze. Se all’incontro notate che il suo modo di seguire il paziente, le terapie proposte e quant’altro vi soddisfano, allora avrete trovato il professionista che fa per voi.

Da 25 anni Progetto Udire si occupa di fornire soluzioni acustiche con l’obiettivo di far “sentire bene per vivere bene”. La nostra squadra è composta da audioprotesisti altamente professionali e competenti. Ci prendiamo cura dei nostri pazienti e li accompagniamo in un percorso che porta alla soluzione che meglio si addice alle esigenze di ognuno. Per questo ti invitiamo a venirci a trovare, nella sede più vicina a te, convinti di poterti garantire la qualità che cerchi.

I 50 benefici degli apparecchi acustici per chi soffre di ipoacusia

L’ipoacusia è un problema uditivo che riguarda oltre 7 milioni di Italiani

Gli ultimi dati del Ministero della Salute rivelano che l’11,7% della popolazione italiana ha problemi di udito, si tratta di oltre 7 milioni di persone che soffrono di ipoacusia, ossia un calo dell’udito. Questo fenomeno è particolarmente diffuso tra gli over 65, colpendo 1 persona su 3, ma vanno considerati anche i casi di persone più giovani.

Conseguenze della perdita uditiva

L’ipoacusia è un problema che non va mai sottovalutato. Le conseguenze sono di varia natura, tra cui, in primis, il peggioramento della qualità di vita. Non poter ascoltare bene la voce dei propri cari, non poter partecipare attivamente ai dialoghi tra amici e litigare per il volume della televisione troppo alto portano inequivocabilmente a isolarsi. Tutto questo può sfociare in depressione e portare anche gravi conseguenze psicologiche, oltre che mentali. È dimostrato infatti come vi sia un legame tra calo uditivo e capacità cognitive. Inutile aggiungere che il peggioramento del problema non farebbe che rendere più difficoltoso il recupero dell’udito anche con le più opportune soluzioni.

I benefici del trattamento dell’ipoacusia

Nonostante le conseguenze negative di un’ipoacusia trascurata, i dati riportano che solo il 31% degli italiani ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto. Tra le persone che potrebbero trarre beneficio dall’utilizzo di un apparecchio acustico solo il 25% lo indossa effettivamente. Invece oltre l’87% di chi utilizza un dispositivo acustico dichiara come la sua vita sia migliorata. Indossare un apparecchio acustico per risolvere il problema ipoacusia non riguarda infatti solamente un beneficio fisico, ma coinvolge l’intera persona, nella sua sfera emotiva e relazionale.

50 vantaggi degli apparecchi acustici

Il miglioramento della vita per chi ha risolto il disturbo dell’ipoacusia riguarda benefici a 360 gradi, dall’avere più controllo della propria vita, all’essere più felici. La salute fisica migliora, come la relazione con le persone e si riducono rabbia e frustrazione. Poi influisce sulle capacità lavorative, mentali, di concentrazione, dando più sicurezza in se stessi. Abbiamo contato 50 benefici, ma sono molti di più perché dipendono dalla persona e dal suo modo di vivere.

Per questo Progetto Udire si impegna da sempre a proporre le migliori soluzioni personalizzate per l’ipoacusia, senza dimenticare che il benessere non dipende dal solo udito, ma sicuramente ne è parte importante per vivere meglio. Non sottovalutare i problemi uditivi, rivolgiti al nostro Centro Acustico più vicino a te per sentire bene e vivere la vita al 100%.

Benefici del sentire meglioBenefici del sentire meglio

Cos’è la misofonia e come si può trattare

Cos’è la misofonia e come si può trattare

È mai capitato che il rumore di un certo oggetto, i versi di un animale o di una persona, generino un fastidio incontrollato? Se la risposta è si, allora si potrebbe soffrire misofonia. Il nome di questa patologia deriva dal greco e significa letteralmente odio del suono.

Anche se la misofonia può essere un disturbo raro, secondo le statistiche, sono in molti a soffrirne e a dimostrare effetti palesi, invece, altri ne sono inconsapevoli.

Misofonia: cos’è

La misofonia viene identificata come una forte intolleranza ad alcuni particolari rumori. La conseguenza è una reazione incontrollata del soggetto che li ascolta e, molto spesso, sfocia in comportamenti rabbiosi, stati di ansia e panico. Non è necessario che il rumore sia debole o forte, è importante solo la sua natura. I suoni fastidiosi possono provenire da persone oppure oggetti di uso quotidiano.

Nel corso di questi anni, al fine di identificare l’origine del problema, sono state condotte diverse ricerche scientifiche ma, purtroppo, non è stata ancora compresa la vera origine del fastidio e, quindi, anche delle reazioni. Alcuni medici affermano che la misofonia rientri tra i disturbi dell’orecchio, altri, invece, la associano ad alcuni disturbi psichici.

Da cosa può dipendere la misofonia? Le cause possono essere differenti, cioè, riguardano eventi traumatici passati, patologie psichiche pregresse o molto altro.

Misofonia: cause

La misofonia, molto probabilmente, affonda le sue radici in un disordine di natura neurologica e spesso ricollegata ad esperienze passate. Infatti un suono specifico può essere associato ad una situazione spiacevole che provoca, nel soggetto che lo ascolta, atti violenti o rabbia.

Questa patologia non è equiparabile, invece, ad un fastidio che colpisce l’apparato vestibolare. Quindi se una persona non riesce a tollerare un certo suono non è detto che sia misofonia ma, più semplicemente, bassa tolleranza di alcuni rumori provenienti dal mondo esterno.

Misofonia: sintomi

La misofonia si manifesta con comportamenti anomali di un certo soggetto. Infatti appena si percepisce un certo suono fastidioso, la prima reazione è stato di agitazione, ansia e rabbia. Questa, però, può diventare anche pericolosa perchè può sfociare in aggressività e reazioni incontrollate di natura violenta. In questo caso, quindi, è necessario allontanarsi dalla fonte del rumore ed evitare che la situazione possa degenerare.

A far scattare i misofoni, generalmente, sono suoni comuni che chiunque provoca in modo conscio o inconscio. Può essere pericoloso produrre rumori come singhiozzare, russare o anche masticare. Un soggetto può scattare anche se ascolta il pianto di un neonato, versi di uccelli o altri animali come cani, rane. Inoltre può essere pericoloso anche lo squillo del telefono, il ticchettio delle lancette di un orologio o lo schiacciamento di bottiglie in plastica.

Questo disturbo è davvero limitante perché tutto ciò che viene elencato rientra tra i suoni più comuni che ogni giorno si ascoltano all’esterno o in casa.

Le conseguenze della misofonia sono visibili anche a livello sociale. Chi ne soffre, infatti, tende ad isolarsi pur di non sentire fastidio. Ovviamente tale condizione può generare altri disturbi della psiche e diventare, in seguito, davvero pericolosa e irrisolvibile.

Misofonia: si può curare?

Per la misofonia, ad oggi, non è stato trovato alcun rimedio medico preciso ma, generalmente, la si può correggere con psicoterapia o terapia del suono.

La terapia del suono sembra essere efficace per il soggetto che soffre di questa patologia. Infatti lo si espone al suono fastidioso e lo si obbliga ad ascoltarlo. L’intensità viene regolata in modo da comprendere quando parte la reazione violenta. Lo scopo è quello di riadattare il soggetto al mondo comune e aumentare la soglia di tolleranza. In questo modo, in futuro, il soggetto potrebbe riuscire a controllare gli effetti negativi. Prima di avere accesso a questa terapia, però, è necessario che vi sia la giusta consapevolezza circa questo disturbo e che lo si voglia risolvere.

Per effettivi problemi uditivi o dubbi è sempre meglio intervenire tempestivamente. Prenditi cura del tuo udito, prenota una visita di controllo gratuita presso uno dei nostri Centri Acustici.

Allergie di stagione e ipoacusia: consigli utili

Collegamento tra allergie e calo dell’udito

È risaputo che le persone allergiche, soprattutto durante il periodo primaverile, siano soggette a numerosi disturbi causati da un’iperstimolazione delle mucose, responsabile della produzione di abbondanti quantità di muco.

Si calcola che oltre il 20% della popolazione soffra di disturbi allergici, che dipendono da vari fattori, come l’età (l’adolescenza è il periodo di maggiore incidenza) e il tipo di pollini (derivanti da differenti piante più o meno allergizzanti).

Questo fenomeno si manifesta con riniti e congiuntiviti allergiche, ma anche con fastidiosi cali dell’udito, riconducibili all’accumulo di liquido nei condotti uditivi: si tratta di ipoacusia conduttiva temporanea che non ha nulla in comune con quella permanente.

La congestione prodotta dall’allergia è responsabile di alterazioni della percezione dei suoni, accompagnate dall’insorgenza di vertigini, acufeni e dolore; nel caso in cui un soggetto sia portatore di un apparecchio acustico, il fluido che tende ad accumularsi nei condotti auricolari può limitarne l’uso.

L’ipoacusia conduttiva è un disturbo che dipende dall’ostruzione di alcune parti dell’orecchio interno, responsabile dell’interruzione della propagazione di onde sonore provenienti dall’esterno e dirette verso la membrana timpanica.

Per discriminare se il calo dell’udito è realmente collegato a manifestazioni allergiche oppure ad altri fattori eziologici è necessario prendere in esame le condizioni del soggetto al termine della stagione dei pollini.

Infatti se il disturbo scompare si tratta di ipoacusia conduttiva di tipo allergico, se invece rimane allora esso è riconducibile a una condizione permanente.

Anche se l’allergia non è una causa diretta del calo di udito (che deriva da disturbi di tipo neurologico), essa contribuisce a peggiorare la percezione delle onde sonore in quanto crea un ostacolo alla loro fisiologica propagazione.

Un fattore discriminante che può orientare lo specialista verso questo disturbo è rappresentato dalla presenza di acufeni, suoni percepiti soggettivamente dall’individuo, ma che non sono provocati da nessuna causa oggettiva.

La presenza contemporanea di acufeni e di vertigini (altro sintomo caratteristico dell’ipoacusia transitoria) viene considerata un fattore predisponente all’insorgenza di questo disturbo.

L’ostruzione auricolare è responsabile inoltre di una percezione ovattata dei suoni, che di norma si sovrappone all’incapacità di avvertire determinate frequenze soprattutto relativamente ai dialoghi tra persone.

I portatori di apparecchi acustici devono porre particolare attenzione alla gestione di questi dispositivi durante il periodo primaverile, proprio per evitare una nociva sovrapposizione dell’ipoacusia conduttiva.

Come comportarsi in caso di ipoacusia conduttiva

Tutti i soggetti allergici, indipendentemente dal fatto di essere portatori di apparecchi acustici, dovrebbero sottoporsi a una visita specialistica per il controllo delle loro capacità uditive a fine primavera.

Infatti è proprio in questo periodo che, non essendoci più pollini dispersi nell’ambiente, le manifestazioni allergiche regrediscono e quindi anche l’ipoacusia conduttiva scompare.
Nel caso in cui tale disturbo persistesse, con buona probabilità l’individuo è affetto da ipoacusia permanente.

In primavera le persone portatrici di apparecchi acustici dovrebbero limitarne l’impiego al minore tempo possibile e nello stesso tempo pulire molto spesso questi ausili, per evitare che il cerume si accumuli danneggiandoli.

Le manifestazioni cliniche più tipiche delle sindromi allergiche prevedono l’ostruzione nasale, ma tenendo conto del collegamento anatomico tra naso e orecchie, si deduce il motivo per cui anche le Trombe di Eustachio risultano ostruite dall’ipersecrezione mucosa.

Per affrontare in maniera efficace l’ipoacusia allergica è possibile seguire alcuni suggerimenti utili per limitarne la sintomatologia.

Oltre all’assunzione di farmaci antistaminici (che limitano la produzione di istamina, la sostanza responsabile delle manifestazioni allergiche), è consigliabile verificare periodicamente (tramite apposite app) la concentrazione dei pollini, evitando di uscire quando sono particolarmente abbondanti.

È opportuno inoltre limitare il fumo di sigarette, eliminare il contatto con vegetali di ogni genere, indossare occhiali da sole e cambiarsi spesso gli indumenti, ponendo particolare attenzione all’igiene personale per evitare il deposito degli allergeni sui tessuti e sulla pelle.

Per risolvere dubbi sul tuo udito e per provvedere a una manutenzione accurata del tuo apparecchio acustico, vieni a trovarci in uno dei nostri Centri Acustici

Le raccomandazioni per la prevenzione del contagio da Covid-19

Progetto Udire è da sempre in prima linea per garantire la salute uditiva e il benessere di tutti coloro che hanno voluto e vorranno rivolgersi ai nostri Centri Acustici.

Anche durante l’emergenza sanitaria Covid-19 siamo al tuo fianco e continuiamo il nostro impegno per una salute migliore, a partire da semplici gesti che oggi sono davvero importanti.

Seguiamo, tutti, rigorosamente le istruzioni del Ministero della Salute per prevenire la diffusione del Coronavirus e poter ritrovare la serenità e la gioia di vivere insieme di nuovo e meglio di prima.

Raccomandazioni prevenzione Coronavirus