I 50 benefici degli apparecchi acustici per chi soffre di ipoacusia

L’ipoacusia è un problema uditivo che riguarda oltre 7 milioni di Italiani

Gli ultimi dati del Ministero della Salute rivelano che l’11,7% della popolazione italiana ha problemi di udito, si tratta di oltre 7 milioni di persone che soffrono di ipoacusia, ossia un calo dell’udito. Questo fenomeno è particolarmente diffuso tra gli over 65, colpendo 1 persona su 3, ma vanno considerati anche i casi di persone più giovani.

Conseguenze della perdita uditiva

L’ipoacusia è un problema che non va mai sottovalutato. Le conseguenze sono di varia natura, tra cui, in primis, il peggioramento della qualità di vita. Non poter ascoltare bene la voce dei propri cari, non poter partecipare attivamente ai dialoghi tra amici e litigare per il volume della televisione troppo alto portano inequivocabilmente a isolarsi. Tutto questo può sfociare in depressione e portare anche gravi conseguenze psicologiche, oltre che mentali. È dimostrato infatti come vi sia un legame tra calo uditivo e capacità cognitive. Inutile aggiungere che il peggioramento del problema non farebbe che rendere più difficoltoso il recupero dell’udito anche con le più opportune soluzioni.

I benefici del trattamento dell’ipoacusia

Nonostante le conseguenze negative di un’ipoacusia trascurata, i dati riportano che solo il 31% degli italiani ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto. Tra le persone che potrebbero trarre beneficio dall’utilizzo di un apparecchio acustico solo il 25% lo indossa effettivamente. Invece oltre l’87% di chi utilizza un dispositivo acustico dichiara come la sua vita sia migliorata. Indossare un apparecchio acustico per risolvere il problema ipoacusia non riguarda infatti solamente un beneficio fisico, ma coinvolge l’intera persona, nella sua sfera emotiva e relazionale.

50 vantaggi degli apparecchi acustici

Il miglioramento della vita per chi ha risolto il disturbo dell’ipoacusia riguarda benefici a 360 gradi, dall’avere più controllo della propria vita, all’essere più felici. La salute fisica migliora, come la relazione con le persone e si riducono rabbia e frustrazione. Poi influisce sulle capacità lavorative, mentali, di concentrazione, dando più sicurezza in se stessi. Abbiamo contato 50 benefici, ma sono molti di più perché dipendono dalla persona e dal suo modo di vivere.

Per questo Progetto Udire si impegna da sempre a proporre le migliori soluzioni personalizzate per l’ipoacusia, senza dimenticare che il benessere non dipende dal solo udito, ma sicuramente ne è parte importante per vivere meglio. Non sottovalutare i problemi uditivi, rivolgiti al nostro Centro Acustico più vicino a te per sentire bene e vivere la vita al 100%.

Benefici del sentire meglioBenefici del sentire meglio

Le raccomandazioni per la prevenzione del contagio da Covid-19

Progetto Udire è da sempre in prima linea per garantire la salute uditiva e il benessere di tutti coloro che hanno voluto e vorranno rivolgersi ai nostri Centri Acustici.

Anche durante l’emergenza sanitaria Covid-19 siamo al tuo fianco e continuiamo il nostro impegno per una salute migliore, a partire da semplici gesti che oggi sono davvero importanti.

Seguiamo, tutti, rigorosamente le istruzioni del Ministero della Salute per prevenire la diffusione del Coronavirus e poter ritrovare la serenità e la gioia di vivere insieme di nuovo e meglio di prima.

Raccomandazioni prevenzione Coronavirus

La storia degli apparecchi acustici

Gli imbuti dell’antichità e i cornetti acustici

Tenendo conto della lunga storia dell’umanità, l’invenzione degli apparecchi in grado di supportare l’udito risale ad un tempo relativamente vicino ai giorni nostri. Attualmente si hanno testimonianze storiche di mezzi con cui si tentava di aggirare i problemi acustici risalenti al II secolo d.C.: in quel periodo si utilizzavano semplici imbuti amplificatori. Bisognerà attendere il XVII secolo per i primi apparecchi acustici realizzati appositamente con lo scopo di rendere migliore la vita delle persone con problemi all’udito.
Questi primissimi modelli erano interamente realizzati a mano, ed avevano una forma simile ad una tromba. Precisamente il primo apparecchio di tal genere veniva denominato ”cornetto acustico”. La sua funzione era davvero semplice, niente di paragonabile ai moderni device: il dispositivo non aveva neppure un potere amplificante, semplicemente raccoglieva il suono e lo direzionava il più possibile verso il timpano.
Il cornetto acustico si portò avanti per un lungo periodo e nel XIX secolo furono apportate leggere modifiche che interessarono principalmente il design. Si tentò infatti di rendere l’apparecchio meno vistoso, donandogli allo stesso tempo maggior eleganza grazie all’aggiunta di incisioni e dipinti.

L’apparecchio acustico diventa elettrico

Circa un secolo dopo l’invenzione del cornetto acustico, nacque il primo apparecchio acustico elettrico. Il suo nome era Akoulathon. Il funzionamento si basava sull’utilizzo del microfono a carbone ed era dotato anche di amplificatore. La possibilità di realizzare un tale dispositivo fu data dall’invenzione del telefono, il quale sfruttava la suddetta tecnologia per la trasmissione delle onde sonore. Si trattava di una scatola particolarmente ingombrante, per cui si tentò di rendere l’apparecchio più agevole: venne introdotto l’Acousticon, una variante portatile alimentata a batteria. Bisognava comunque appenderlo intorno al collo e porgere il microfono agli interlocutori. Si trattava inoltre di apparecchi molto costosi, accessibili solo alla nobiltà del tempo. A causa di tutte queste difficoltà, il modello non riuscì a diffondersi tra il popolo.
Stiamo parlando di dispositivi molto diversi dall’apparecchio acustico che conosciamo oggi, soprattutto per le loro grandi dimensioni. Fu solo nella prima metà del XX secolo che vennero introdotti i dispositivi da portare direttamente sopra le orecchie. Questa grande rivoluzione fu possibile solamente in seguito all’invenzione della radio transistor. Apparecchi acustici di tal genere riuscirono a trovare una maggior diffusione rispetto ai modelli del passato, sia per il prezzo sia per la maggior ergonomicità. Già negli anni ’60 cominciarono a comparire i primi dispositivi endoauricolari, grazie ai quali si ridusse ulteriormente l’ingombro estetico.

Dall’avvento del digitale fino ai moderni device smart

Gli apparecchi acustici come li conosciamo oggi cominciarono a vedere la luce alla fine degli anni ’80. Si tratta di un periodo in cui il mondo viene completamente digitalizzato, e questa enorme ondata investe anche i dispositivi auricolari. Vengono utilizzate nuove tecnologie che permettono la conversione da analogico a digitale e viceversa. Si tratta di un grandissimo passo in avanti: il dispositivo viene fornito di un piccolo chip programmabile in grado di amplificare il suono tanto quanto necessita l’orecchio della persona che lo indossa.
Si arriva così ai giorni nostri, in un’epoca in cui tutto è smart. L’apparecchio acustico non solo rende migliore la vita delle persone con deficit uditivo, ma contribuisce alla sua connessione con altri dispositivi: i moderni device sono infatti progettati con la possibilità di collegarsi a TV, smartphone o telefono fisso, in modo da permettere all’utente di ascoltare direttamente dall’apparecchio acustico. Il computer presente al suo interno è dotato di una notevole intelligenza artificiale: memorizza le abitudini del singolo individuo potendo così prevedere le azioni future; si adatta inoltre all’ambiente circostante per regolare l’amplificazione dei suoi.
I calcoli che oggi può effettuare un apparecchio acustico sono milioni e sono in grado di offrire un’ottima esperienza uditiva a chi ne fa uso.

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Obesità e ipoacusia: l’alimentazione sana per l’udito

Sono diversi i fattori che nel lungo periodo possono comportare la perdita dell’udito, o comunque una parziale funzionalità, come ad esempio l’esposizione a forti rumori per molto tempo, solo per citare quello più ricorrente. Altri elementi che possono influire sull’ipoacusia sono meno evidenti e tra questi possiamo far rientrare lo stato di salute del cuore, fattori di natura genetica e perfino il peso. Su quest’ultimo punto, recenti studi hanno evidenziato come i problemi di obesità possano essere causa della perdita di udito nelle persone.

Non curare la salute provoca problemi di udito

La domanda più ovvia è come un problema di peso possa incidere sulla perdita di udito. Affinché i suoni possano essere percepiti nell’orecchio è necessario che le cellule preposte, definite ciliate, abbiano un flusso costante di sangue e siano ossigenate a sufficienza. Nel momento in cui una persona presenta problemi di obesità, il cuore ha delle difficoltà ad assicurare il corretto apporto di sangue e ossigeno ad arterie e capillari; ciò comporta che le cellule ciliate non ricevendo il giusto apporto di questi elementi tendano a danneggiarsi e a non funzionare più correttamente. Queste cellule non possono essere più rigenerate e di conseguenza il soggetto affetto da obesità perde l’udito.
In realtà l’obesità non comporta direttamente la perdita dell’udito in quanto il sovrappeso può contribuire con altri fattori che possono danneggiare in modo irreparabile l’udito. Patologie come il diabete o le malattie cardiache possono infatti influire in maniera determinante sulla perdita dell’udito.
Tutto ciò è peraltro avvalorato da dati statistici. Circa il 50% delle persone obese ha grossi problemi con l’udito, mentre il 15% degli adolescenti si trova nelle stesse condizioni a causa del maggior numero di calorie ingerite e di una scarsa attività fisica.

Un corpo sano è sinonimo di un udito sano

Per avere un perfetto stato di salute basta seguire semplicemente due regole: seguire un’alimentazione corretta ed effettuare una costante attività fisica. Se a ciò aggiungiamo la correlazione tra obesità e perdita dell’udito, c’è un motivo in più per seguire queste regole. Un ulteriore studio al riguardo ha messo in evidenza come le donne che seguivano questo stile di vita avevano una probabilità di sviluppare la perdita dell’udito inferiore di circa il 17% rispetto ad altre donne che invece avevano una vita prevalentemente sedentaria.
Tutto ciò ci porta quindi a suggerire una vita sana con una buona attività fisica, fattori che rappresentano il primo passo per scongiurare l’obesità e di conseguenza la perdita dell’udito.

Qualora si riscontrassero i primi segni di perdita dell’udito è necessario mettersi in contatto tempestivamente con uno specialista per sottoporsi ad una visita audiologica accurata e comprendere se tutto ciò dipende da uno stato di sovrappeso. Per il benessere del proprio udito, quindi, è fondamentale seguire uno stile di vita attento e perfettamente integro.

Rivolgiti ai nostri professionisti in uno dei Centri acustici Progetto Udire per chiarire e risolvere i dubbi sul tuo udito e continuare a vivere bene.

A marzo controllo dell’udito gratuito anche a domicilio

Progetto Udire propone una visita gratuita per il controllo dell’udito per tutto il mese di marzo.

Consapevoli della situazione di emergenza sanitaria in Italia, con la diffusione del Coronavirus COVID-19, i nostri Centri Acustici non si fermano e sono più che mai vicini alle necessità dei pazienti più fragili, che hanno il diritto di continuare a sentire bene.

Per questo motivo, nel rispetto verso lavoratori e clienti, comunichiamo che il personale della nostra azienda opera con le dovute cautele, indossando mascherine e guanti protettivi monouso. Saranno inoltre evitate strette di mano e sarà mantenuta la distanza interpersonale consigliata di almeno un metro.

L’intento non è quello di creare allarmismo ma di porre la giusta attenzione verso una situazione davvero critica e di assicurare a tutta la nostra clientela che le mansioni del nostro personale sono svolte in osservanza delle disposizioni di legge per contrastare la diffusione del virus.

Le visite di controllo dell’udito presso i nostri Centri Acustici si svolgono quindi regolarmente, con i giusti accorgimenti, e sono gratuite per tutto il mese di marzo. Progetto Udire, per aiutare tutti i clienti, dà inoltre la possibilità di prenotare visite a domicilio, sempre gratuite.

Prenota subito il tuo controllo dell’udito o chiamaci al numero 0332 831635.

La relazione tra salute dentale e udito

Le malattie dell’orecchio

L’orecchio può essere affetto da numerose patologie a seconda che si prenda in considerazione l’orecchio esterno, medio o interno. Le otiti riguardano l’orecchio esterno e possono avere numerose cause, tra cui infezioni batteriche e fungine. La labirintite invece è un’infiammazione a carico del labirinto che si trova nell’orecchio interno, che può causare vertigini e mancanza di equilibrio. Infine gli acufeni (fischi e rumori) derivano da una stimolazione alterata delle cellule sensoriali uditive.

Acufene e bruxismo

Esiste una stretta correlazione tra le malattie dell’orecchio e la salute dentale, tanto che un’alterazione della percezione uditiva può in una certa misura essere dipendente da un fenomeno abbastanza frequente nella popolazione conosciuto come bruxismo. In particolare un’alterazione della percezione uditiva è l’acufene, cioè un fischio che risulta essere percepito dalla persona nonostante non vi siano reali rumori nell’ambiente circostante. Quest’ultimo può risultare particolarmente fastidioso ed in certi casi incidere sulla qualità della vita di chi ne soffre. È stata dimostrata una relazione tra acufene e bruxismo, secondo la quale il continuo digrignamento dei denti comporta una ripercussione sulle strutture anatomiche vicine all’articolazione temporo-mandibolare, che può andare incontro a fenomeni infiammatori. Il bruxismo può pertanto generare l’acufene, in questi casi si rende perciò necessaria una visita non solo otorinolaringoiatrica ma anche dentale.

Come funziona l’apparato uditivo

L’orecchio interno è la parte dell’apparato uditivo deputata alla percezione dei suoni, è costituito da cellule sensoriali ciliate che si trovano in un organo detto coclea. Le ciglia di queste cellule vengono mosse da un liquido ogni volta che un’onda sonora giunge fino all’orecchio interno. Le cellule sensoriali a loro volta trasferiscono l’impulso nervoso al nervo uditivo che raggiunge il cervello, dove il suono viene decodificato. Se una sola di queste parti anatomiche viene alterata o nella peggiore delle ipotesi danneggiata, si verifica un’incapacità del sistema uditivo di captare l’onda sonora e trasferirla al cervello. Le cellule uditive hanno necessità di ricevere una buona vascolarizzazione per essere efficienti, per cui una riduzione del calibro dei vasi sanguigni che irrorano tali cellule può renderle inefficaci.

La salute dentale è in relazione con l’udito

I dentisti raccomandano l’uso dello spazzolino almeno due volte al giorno, spazzolando per due minuti di seguito ogni volta, inoltre consigliano una completa pulizia dentale utilizzando oltre allo spazzolino anche il filo interdentale, utile a prevenire la carie e l’annidamento batterico gengivale. Queste raccomandazioni risultano essere estremamente utili al fine di impedire una diffusione batterica con conseguente infiammazione e alterazione di strutture anatomiche vicine al cavo orale come per esempio l’apparato uditivo. La circolazione sanguigna può essere compromessa a causa di un’igiene dentale poco efficiente: la presenza di batteri a livello gengivale può favorire una batteriemia, cioè un’immissione nel circolo sanguigno dei batteri, che in tal modo raggiungono rapidamente vari organi, tra cui anche l’orecchio. L’infezione che ne deriva influenza i vasi sanguigni inducendo una vasocostrizione che a sua volta riduce l’apporto di sangue ad altri organi.

In particolare l’orecchio interno con le sue caratteristiche cellule sensoriali è sensibile alla vasocostrizione e di conseguenza all’apporto di ossigeno, che permette all’apparato uditivo di essere efficiente. Le cellule sensoriali uditive infatti possono andare incontro a lesioni e danneggiamento a volte irreversibili. Per questo motivo una scarsa igiene orale può essere messa in relazione con la percezione uditiva, provocandone un’alterazione. È inoltre buona norma effettuare una visita dentale circa ogni sei mesi, al fine di appurare che la propria igiene dentale sia corretta ed efficace nel prevenire qualunque possibile malattia del cavo orale e di conseguenza anche dell’apparato uditivo.

Anche per i dubbi sul tuo udito rivolgiti agli specialisti: prenota una visita di controllo presso i Centri acustici Progetto Udire.

Come prepararsi alla visita dall’audiologo: alcuni consigli

Visita dall’audiologo: perché è così importante?

Quando l’udito inizia a presentare importanti segni di peggioramento, la visita da un audiologo si rivela un passaggio tanto indispensabile quanto urgente per cambiare immediatamente registro, meglio ancora se affiancata ad un consulto presso un otorinolaringoiatra.

Il più delle volte, infatti, l’evidenza clinica della sordità non è altro che la conseguenza di un lento, lungo ed inesorabile processo di deterioramento della capacità di percepire suoni, voci e rumori.

Tutto ciò porta non solo ad una diminuzione della qualità della vita, ma anche a un progressivo isolamento per non riuscire più a seguire le conversazioni e ad intervenire in esse con un discorso di senso compiuto.

Ma come prepararsi in vista del primo colloquio con lo specialista? Bastano carta, penna, qualche documento alla mano ed un po’ di tempo a disposizione per fare il punto della situazione e offrire delle informazioni precise.

Queste aiuteranno il medico a effettuare una diagnosi rapida e a studiare il metodo di risoluzione più efficace per contrastare qualsiasi problema all’udito.

Prepararsi alla visita dall’audiologo

Come già anticipato, qualche giorno prima dell’appuntamento è opportuno farsi alcune domande. Le risposte, tutte da trascrivere su un quaderno o su alcuni fogli di carta, saranno una guida per l’audiologo; grazie ad esse, verrà indicata la soluzione più adatta caso per caso.

Prima di tutto occorre chiedersi quali siano, nella propria vita quotidiana, le situazioni in cui si riscontrano difficoltà a distinguere parole, suoni o rumori e con quale frequenza ciò accade. In particolare, bisogna mettere a fuoco la natura dei problemi di comprensione nei dialoghi, che siano diretti o telefonici, con gli altri.

È indispensabile, inoltre, capire se i maggiori limiti si presentano nel seguire più persone nella stessa conversazione, o se i discorsi iniziano a diventare indecifrabili quando gli altri parlano a voce bassa. Anche anomalie all’udito in luoghi leggermente più rumorosi della norma, come i ristoranti, i bar, i ritrovi di gruppo vanno inseriti in questa lista.

Nell’osservazione del proprio stato di salute saranno utili anche altre informazioni sulla storia clinica, in particolare l’aver subito degli interventi chirurgici o la somministrazione di terapie sia farmacologiche sia di altra natura, l’insorgenza di malattie rare, nonché la presenza di sintomi come vertigini, dolore e acufeni (ronzii all’orecchio), nonché predisposizione familiare alla sordità.

Non vanno trascurati nemmeno gli stimoli ai quali si è sottoposti, occasionalmente o abitualmente. Tra questi, ad esempio, bisogna ricordare il rumore dei trapani o delle attrezzature per i lavori in cantiere, la musica a volume molto alto ascoltata con le cuffie o all’interno dei locali notturni, la vicinanza della propria abitazione a luoghi come stazioni ferroviarie o aeroporti. La valutazione, in ogni caso, deve essere fatta sia al presente che al passato.

Cos’altro comunicare all’audiologo?

Oltre a disturbi, cure, visite e interventi pregressi di pertinenza audiologica e otorinolaringoiatrica nel breve, nel medio e nel lungo termine, occorre comunicare allo specialista anche una serie di quesiti sui propri dubbi.

Soprattutto se si tratta del primo colloquio conoscitivo con l’audiologo, è opportuno rivolgere delle domande in merito a come arrestare la perdita dell’udito e ad eventuali apparecchi, da utilizzare per recuperare la capacità di sentire.

Sempre al fine di trovare la soluzione al proprio problema nella maniera più rapida possibile, è meglio farsi accompagnare da qualcuno. In questo caso, la persona più adatta va cercata tra quelle che si vedono tutti i giorni, soprattutto quando vi sia una certa ostinazione a non voler prendere coscienza del problema, con il concreto rischio di marcare visita.

Ma a parte questo ruolo di sostegno, c’è un altro motivo per cui è importante non andare soli: sono proprio le persone che si incontrano abitualmente, infatti, ad accorgersi di cambiamenti insoliti, come una tendenza ad alzare il volume di radio e tv più del dovuto o non riuscire a sostenere una conversazione. Grazie al loro contributo, l’audiologo avrà un quadro ancora più obiettivo della situazione.

Gli specialisti di Progetto Udire sono a tua disposizione: vieni a conoscerci per risolvere i tuoi problemi di udito.

Quando l’apparecchio acustico deve essere riparato: i segnali

L’apparecchio acustico è da tempo ormai un ottimo aiuto per coloro che hanno problemi di udito. Nonostante però vengano fabbricati con tecnologie sofisticate e ultramoderne capita che possano creare qualche problema o addirittura rompersi. In casi del genere è normale entrare in agitazione perché chi ne fa uso sa benissimo quanta utilità possa dare questo piccolo apparecchio. Ma, piuttosto che agitarsi e innervosirsi, meglio mantenere la calma e cercare di percepire quelli che sono i segnali che hanno portato al suo guasto.

I primi segnali di un apparecchio acustico rotto

Uno dei segnali più comuni che indicano dei problemi con gli apparecchi acustici è che di punto in bianco il dispositivo diventi muto, ossia non permette di ascoltare più nulla. La causa principale potrebbe essere sicuramente la pila scarica. Per chi ne fa uso da poco si tratta di una situazione di allarme. La prima cosa da fare è sostituire o ricaricare la pila. Altra causa dell’apparecchio muto potrebbe essere il tubetto del ricevitore bloccato. Per poterlo sbloccare basta rimuovere l’ostruzione e pulire per bene ma con la dovuta delicatezza. Se il problema non dovesse essere causato dalle due motivazioni sopraelencate, allora sarebbe meglio rivolgersi ad uno specialista che saprà capire il guasto effettivo e naturalmente aggiustarlo.

Altri segnali che accertano che l’apparecchio acustico non funziona bene sono il suono distorto e chiuso e le sue prestazioni insufficienti ma, in entrambi i casi potrebbe trattarsi sempre della batteria che si sta esaurendo. Cambiarla prima che si consumi del tutto deve essere buona abitudine per permettere all’apparecchio di offrire sempre prestazioni eccellenti. Stessi segnali potrebbero presentarsi se senza accorgersene, l’apparecchio è entrato in contatto con l’acqua: in questo caso potrebbe essersi danneggiato e quindi va riparato o sostituito da uno specialista.

L’importanza della manutenzione periodica di un apparecchio acustico

Se la batteria viene cambiata ma i problemi persistono, allora l’apparecchio ha bisogno di una piccola manutenzione, operazione che di regola andrebbe fatta regolarmente perché solo così il suo funzionamento sarà sempre ottimale. La prima cosa da fare è pulire i poli della pila perché lo sporco non le permette di dare la giusta energia all’apparecchio. Utilizzare un semplice bastoncino di cotone ed effettuare dei movimenti circolari fino a che tutto lo sporco non sarà rimosso. Fare attenzione a non danneggiarli.

L’apparecchio dispone di filtri anti-cerume che con regolarità vanno sostituiti perché, se si intasano di molta sporcizia, non permettono al suono di arrivare in maniera fluida. L’operazione di sostituzione è molto delicata quindi se non si hanno le giuste competenze per poterlo fare, meglio allora rivolgersi ad uno specialista.

L’apparecchio va pulito spesso perché spesso si attaccano pezzettini di cerume. La sua pulizia va fatta con delicatezza ed è per questo che non bisogna inserire nei fori di uscita del suono nessun attrezzo appuntito. Quello più idoneo è uno spazzolino o un panno morbido da passare con leggerezza, senza strofinare con energia. Se pulendolo ci si accorge che c’è ancora sporco che non si riesce a rimuovere, meglio rivolgersi ad uno specialista.

I centri acustici Progetto Udire sono a tua disposizione per assistenza e consigli sulla manutenzione ottimale e la riparazione del tuo apparecchio acustico, ti aspettiamo.

La relazione tra apnee notturne e ipoacusia

Generalmente, le apnee notturne colpiscono circa il 5% della popolazione adulta e le cause fondamentali sono relative sia ad alterazioni morfologiche delle vie aeree sia ad altri fattori come ad esempio il sovrappeso.

Cosa è la Sindrome delle Apnee Notturne?

La Sindrome delle Apnee Notturne è una patologia caratterizzata da pause nella respirazione durante il sonno la cui causa principale potrebbe essere un’ostruzione parziale o totale delle vie aeree. Questa interruzione della respirazione può portare ad una minore concentrazione di ossigeno nel sangue e ciò può causare seri danni alla salute dell’individuo. Bisogna sottolineare il fatto che la Sindrome delle Apnee Notturne non va a influenzare solo la qualità del sonno. Ma andiamo in ordine. Vediamo innanzitutto quali sono le cause della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno.

Tra le cause principali che favoriscono l’insorgenza di questa sindrome abbiamo:

  • Sovrappeso
  • Ostruzione parziale o totale delle vie aeree
  • Assunzione di sonniferi
  • Bere bevande alcoliche prima di coricarsi

Quali sono i sintomi della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno?

Solitamente, chi soffre di questa patologia inizia a russare fin dalle prime ore del sonno. In genere il russare cambia da soggetto a soggetto ma di solito diventa sempre più forte per poi fermarsi con una pausa e poi iniziare un nuovo ciclo che si ripete per molto tempo. Ci sono diversi sintomi che sono collegati a tale disturbo:

  • Difficoltà nel concentrarsi
  • Cefalea
  • Risvegli improvvisi con una tipica sensazione di soffocamento
  • Impotenza
  • Sudorazioni notturne

Esiste una relazione tra le apnee notturne e l’ipoacusia?

Come accennato in precedenza, la Sindrome delle Apnee Notturne non influisce solamente sul sonno ma può creare problemi anche per quanto riguarda l’apparato uditivo. Infatti sono stati effettuati alcuni studi in cui si è scoperto che tale disturbo è fortemente legato alla perdita di udito.
Le difficoltà che si vengono a creare possono riguardare disturbi leggeri come ad esempio, una leggera stanchezza fino ad arrivare a disturbi molto più complessi, come ad esempio malattie quali il diabete o malattie cardiache. A queste difficoltà si aggiunge dunque anche la difficoltà di sentire.
Purtroppo la spiegazione di questo legame è altrettanto sconosciuta. Ma sono state sviluppate comunque due ipotesi: la prima riguarda il fatto che l’apnea notturna potrebbe creare un danno nella parte interna dell’orecchio, precisamente un danno relativo al flusso vascolare della coclea e causare una perdita di udito; la seconda ipotesi potrebbe riguardare il forte rumore che si crea dal russamento e nella maggior parte dei casi può superare anche i 60 decibel.

Descrizione dello studio effettuato

Lo studio è stato effettuato su un campione di 140000 persone e a tutte queste persone sono stati svolti test per le apnee del sonno e test uditivi. Da questi test è emerso che il 10% soffriva di una lieve/moderata apnea del sonno, il 31% soffriva di una perdita dell’udita causata dalle alte frequenze, 90% per le basse frequenze e infine il 38% soffriva di una perdita dell’udito causata sia dalle altre frequenze che dalle basse frequenze. Dunque, lo studio ha portato ad una convinzione per quanto riguarda i ricercatori e ha dimostrato ancora di più il legame che c’è tra la sindrome delle apnee notturne e la perdita dell’udito.

Cosa bisogna fare per evitare i problemi uditivi?

Chi ha questa tipologia di problema deve attivarsi immediatamente sia per la salute della persona sia per la serenità della coppia. Come primo punto è opportuno seguire una serie di consigli quali:

  • Non dormire in modalità supina
  • Non bere alcolici prima di andare a dormire
  • Curare, se possibile, eventuali allergie
  • Cercare di liberare il naso prima di coricarsi

Un’altra modalità che consente di liberare le vie aeree ed evitare di russare durate il sonno, riguarda l’utilizzo di una maschera particolare che crea un flusso di aria che arriva fino alla gola. Attraverso questa maschera, le vie aeree restano aperte e questo consente di respirare meglio durante la notte.

Per evitare il peggioramento della situazione e incorrere di conseguenza in spiacevoli patologie, Progetto Udire consiglia una visita specialistica otorinolaringoiatrica per valutare meglio i disturbi del sonno per ogni paziente.

Come proteggere gli apparecchi acustici dal freddo

Nella stagione invernale, siamo obbligati ad adottare importanti precauzioni per difendere il nostro organismo dalle temperature troppo basse. Tutto ciò, non riguarda anche dei particolari prodotti che ci accompagnano: un esempio sono gli apparecchi acustici. In questo articolo troverete degli importanti consigli su come proteggere gli apparecchi acustici dal freddo.

4 consigli utili da adottare per proteggere gli apparecchi acustici dal freddo

  • Tenere l’apparecchio acustico lontano dall’acqua: la prima precauzione da adottare per proteggere gli apparecchi acustici, è quella di tenerli lontano dall’acqua. Nonostante quelli di ultima generazione siano realizzati con materiali isolanti, è sempre meglio evitare di farli bagnare, ed evitare di riporli in luoghi umidi. Bisogna adottare queste precauzioni, principalmente quando piove o magari quando si fanno sport come scii o si va semplicemente a fare una passeggiata in montagna. Il consiglio che si dà solitamente, è quello di indossare una fascia o un cappello, in modo tale da non creare umidità all’interno dell’apparecchio. In questo modo andrete a proteggere sia le orecchie che gli apparecchi.
  • Preservare sia gli apparecchi acustici che le batterie: l’attività degli apparecchi acustici e delle batterie può essere danneggiata dalle temperature troppo basse. Infatti quando ci si trova in luoghi dove ci sono temperature troppo rigide, si ha un abbassamento della tensione delle batterie. Queste ultime tenderanno quindi a durare molto meno. È sempre consigliabile quindi di proteggere sia gli apparecchi che le batterie ad una normale temperatura costante, magari intorno ai 20 gradi centigradi e riporli sempre dentro il loro apposito contenitore.
  • Lasciare sempre aperto il vano delle batterie: esistono alcuni dispositivi che non sono impermeabili, dunque per evitare di far entrare gli apparecchi acustici a contatto con l’acqua e umidità, si consiglia sempre di lasciare il vano delle batterie sempre aperto in modo tale da far asciugare le parti interne degli apparecchi e far asciugare anche le batterie.
  • Stare sempre attenti agli sbalzi di temperatura: per proteggere gli apparecchi acustici bisogna sempre considerare gli sbalzi di temperatura, una delle caratteristiche delle stagioni invernali. Infatti può capitare che uscendo di casa si passi da un ambiente molto caldo a uno abbastanza freddo e tutto ciò potrebbe creare dei danni al vostro apparecchio acustico. Gli sbalzi di temperatura possono creare della condensa all’interno dell’apparecchio e quindi un mal funzionamento.

Ulteriori consigli

Quando si hanno problemi di udito e si deve indossare un apparecchio acustico, è sempre importante controllare il loro stato. Di seguito troverete ulteriori consigli che vi aiuteranno a proteggere i vostri apparecchi.

  • Prepararsi per bene prima di affrontare un viaggio: se avete in mente di fare un viaggio, la prima cosa da considerare è quella di non ignorare gli apparecchi acustici. Innanzitutto bisogna sempre scegliere un posto sull’aereo che non sia vicino l’uscita di emergenza; prima di partire bisogna sempre fare una visita audiologica sia per essere più preparati ma anche per non dimenticare gli accessori. Infatti nel bagaglio non devono mai mancare accessori come: il kit per l’asciugatura, i microfoni, i deumidificatori ed eventuale batterie di ricambio.
  • Stare sempre attenti quando si fa sport. Alcune persone che indossano gli apparecchi acustici, quando fanno sport decidono di toglierseli: questa decisione può essere molto pericolosa per l’udito della persona. Non bisogna mai togliere gli apparecchi acustici quando si fa sport, in modo da essere pianamente consapevoli di quanto accade attorno. Si può  invece indossare una fascia o un cappello per proteggere tali dispositivi. Nel caso degli sport come sci o hockey, esistono degli appositi caschi di protezione.
  • Stare sempre in compagnia anche durante le feste natalizie: di solito le cene con gli amici sono sempre bei momenti da trascorrere tutti insieme ma a volte può sembrare un po’ difficile per chi ha problemi di udito. Con l’aiuto di persone care è certamente possibile partecipare anche a grandi cene o feste. Informare gli organizzatori della vostra situazione inoltre a volte può aiutare a passare il tempo in modo ancora più piacevole.

Il freddo può essere un momento tra i più critici per le persone che indossano gli apparecchi acustici, ma adottando questi piccoli accorgimenti, affronterete al meglio tutta la stagione invernale, e vi sentirete senz’altro bene con voi stessi, e con i vostri apparecchi.

Per consigli e una visita di controllo con i vostri apparecchi acustici rivolgetevi ai nostri centri.