Gli elementi di un apparecchio acustico e il suo funzionamento

Come funzionano gli apparecchi acusticileggi in 3 min

Alcune premesse sugli apparecchi acustici

Gli apparecchi acustici sono dispositivi che permettono il recupero parziale o totale dell’udito, limitatamente ai momenti di utilizzo: si prendono in considerazione per importanti ipoacusie, in assenza di miglioramenti in seguito a cure otorinolaringoiatriche, oppure per problemi non risolvibili con un intervento chirurgico.
Questi dispositivi non vanno confusi con gli amplificatori, che limitano le loro prestazioni alle variazioni del volume di ascolto: gli apparecchi acustici definiscono la qualità del suono rispetto alle singole frequenze. Un audioprotesista autorizzato saprà occuparsi della regolazione dei parametri: questo punto è talmente importante da rendere indispensabile un percorso di studi accademico dedicato al settore, con relativi master di specializzazione.

Il funzionamento degli apparecchi acustici

Grazie alla tecnologia odierna si costruiscono apparecchi acustici che lavorano su una vasta gamma di frequenze e d’intensità, paragonabili a veri e propri computers fatti su misura, dove il fenomeno del fischio, derivante da una regolazione fatta male, non si verifica praticamente più.
Capirne il funzionamento parte dalla conoscenza degli elementi di base che accomunano qualsiasi modello: amplificatore, microprocessore, altoparlante, microfoni, batteria. Il suono viene captato dai microfoni e processato dal chip, poi passa all’amplificatore e viene inviato verso l’altoparlante per la trasmissione all’orecchio interno, tramite chiocciola o filo sottile. Qui viene trasformato in impulsi elettrici, pronti per essere riconosciuti e rielaborati dal cervello.
Va da sé che, per garantire una corretta dinamica dell’apparecchio acustico, il paziente ha bisogno di un’accurata visita preliminare, durante la quale si fa un calco dell’orecchio per assicurare comfort e rispetto dell’anatomia. Il dispositivo deve pertanto lavorare secondo le variabili misurate in fase di diagnosi, che si basa su tre tipi di esame: la descrizione di una giornata tipo, i test soggettivi e le prove oggettive.
L’anamnesi definirà il funzionamento dell’apparecchio riguardo le percezioni di voci nel silenzio, nel rumore o in presenza di altre voci, dal momento di alzarsi fino a quando si andrà a dormire.
I test soggettivi consistono in screening come la “prova tonale” ed esami più approfonditi per comprendere quante e quali parole capisce il paziente, mantenendo la stessa intensità, pur simulando diversi contesti sonori (“test vocale”).
A queste verifiche bisogna sommare le prove oggettive, misurazioni che non richiedono una particolare partecipazione del paziente: rientrano in questa casistica il calco dell’orecchio ed il rilevamento del riflesso del soggetto a una determinata frequenza, che definisce la potenza massima sopportabile dall’orecchio e, di conseguenza, il livello di sicurezza del dispositivo. Anche i “test di risonanza” fanno parte di quest’insieme di verifiche e tengono conto delle differenze di percezione tra un orecchio e l’altro.

Apparecchi acustici: cenni tipologie e miglioramento della resa

Per quanto riguarda le tipologie, esiste una classificazione degli apparecchi acustici in base alla collocazione nell’orecchio, in ordine crescente per dimensioni e durata della batteria: interni (“endoauricolari”) e esterni (“retroauricolari”).
Nel primo caso si distinguono i modelli IIC, interamente invisibili, e quelli CIC, che coprono l’intero canale uditivo; al secondo gruppo appartengono i BTE, con elementi tutti collocati nella zona retroauricolare, e i RIC, con altoparlante all’interno del canale uditivo.
Al di là di ciò, valgono alcune raccomandazioni per ottimizzare il funzionamento degli apparecchi: cambiare periodicamente il filtro para-cerume e la batteria, evitando il contatto diretto con le mani e conservando tutto in un luogo asciutto a temperatura ambiente.
Si consiglia di usare i dispositivi per più tempo possibile, in modo da riesercitare il cervello al suono, e abbinarli a una riabilitazione, senza alimentare false aspettative.
Ricordare, infine, che gli apparecchi acustici ad alta tecnologia durano praticamente a vita: si prevederanno degli interventi di manutenzione periodica o straordinaria, con assistenza del fornitore, nell’ipotesi in cui alcuni elementi si deteriorassero o non funzionassero più correttamente.

Come visto, quindi il ruolo dell’audioprotesista è fondamentale in ogni fase per chi necessita di un apparecchio acustico. Per questo motivo è essenziale rivolgersi a dei professionisti: puoi sempre contare sugli esperti audioprotesisti di Progetto Udire. Contattaci per una visita gratuita.