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giugno 21, 2017
Ipoacusia 178 miliardi di euro anno

L’ipoacusia, ovvero l’indebolimento dell’udito dovuto alle cause più svariate, comporta dei costi davvero molto elevati alla collettività laddove non venga trattata a dovere. I difetti uditivi continuano ad essere sorprendentemente sottovalutati: le visite di controllo periodiche relative all’udito sono molto meno frequenti rispetto a quelle che riguardano, ad esempio, la vista, allo stesso tempo è molto grave che persone che convivono con difetti uditivi li trascurino, ignorando la possibilità di potervi porre rimedio. Quello dell’ipoacusia non trattata è dunque un problema piuttosto frequente, e a tal riguardo è ancora oggi importantissimo sensibilizzare la gente al controllo costante dell’udito e alla cura tempestiva di eventuali difetti. In vista della Giornata Mondiale dell’Udito, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato quelli che possono essere i costi di questo problema di salute a carico della collettività, e si parla di cifre a dir poco altisonanti. Nella sola Italia l’ipoacusia non curata comporta una spesa pari a 21 miliardi di euro annui, mentre nell’intera UE 178 miliardi di euro ogni anno. D’altronde, quanto di negativo può causare

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giugno 14, 2017
differenze udito uomini donne

L’udito delle donne è profondamente diverso da quello degli uomini: le differenze tra l’udito maschile e quello femminile sono davvero importanti, cerchiamo dunque di capire sotto quali punti di vista. Anzitutto, l’udito delle donne è in grado di percepire in modo migliore le frequenze a intensità media, ovvero quelle da 1000 kertz; questa caratteristica peraltro è stata messa in relazione anche con le capacità linguistiche femminili, che di norma sono migliori. Gli uomini sono interessati molto più frequentemente delle donne da presbiacusia, quindi ad una diminuzione delle capacità uditive in corrispondenza della vecchiaia, e da questo punto di vista potrebbe avere un’influenza il fatto che gli uomini sono impiegati molto più frequentemente rispetto alle donne in attività lavorative che comportano particolari stress uditivi. Va sottolineato che la donna può essere interessata da problemi uditivi in particolari fasi biologiche della sua vita, ovvero in gravidanza o in menopausa. In gravidanza eventuali difetti uditivi rientrano tempestivamente nella normalità non appena avviene il parto, mentre in menopausa i danni uditivi possono essere permanenti, soprattutto nel caso in cui si sia intrapres

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giugno 7, 2017
rischi udito menopausa e terapia ormonale

Le donne che affrontano il periodo della menopausa tramite una terapia ormonale corrono il rischio di sviluppare dei problemi uditivi. Questo aspetto è emerso tramite un’innovativa ricerca pubblicata sulla rivista Menopause della North American Menopause Society (Nams): secondo questo studio appunto le donne che fanno ricorso a tale trattamento farmacologico sono più esposte al rischio di maturare dei danni uditivi rispetto alle donne che affrontano questa fase in maniera fisiologica. Sulla base di quanto detto, dunque, le donne che stanno valutando la possibilità di usufruire di una terapia ormonale per la menopausa devono soppesare anche questa possibilità, la quale rappresenta senz’altro una novità rispetto a ciò che si credeva in precedenza. Lo studio in questione ha evidenziato anche un ulteriore aspetto, relativo all’età in cui la menopausa viene a manifestarsi: tanto più tardi si verifica questa fase ormonale, tanto più concrete sono le possibilità di soffrire di un abbassamento dell’udito. Joann Pinkerton, direttore della società che ha condotto questo studio, ha dunque sottolineato che è importantissimo informare le donne che scelgono di intraprendere la terapia ormonale anche per qua

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maggio 31, 2017
Bambini e problemi uditivi

È cosa nota il fatto che riscontrare per tempo eventuali problematiche uditive nel bambino sia importantissimo, anche perché tali aspetti potrebbero avere dei risvolti negativi sull’apprendimento e sulla socializzazione primaria, di conseguenza si raccomanda sempre caldamente di effettuare tutti i test previsti nei primi mesi di vita del piccolo. Relativamente a questa delicata questione sono state poste alcune domande al Dott. Roberto Albera, specialista in otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria, nonché docente presso l’Università di Torino, il quale ha tracciato una sorta di quadro relativo al nostro paese. Il Dott. Albera dichiara che nel nostro paese gli screening dell’udito hanno raggiunto un elevato livello di diffusione, e questo è importantissimo, il docente dichiara inoltre che circa un neonato su mille presenta casi di sordità grave da entrambe le orecchie, allo stesso modo un neonato su mille è interessato da sordità grave da un unico orecchio. L’incidenza di questi problemi non è elevata, anche se ovviamente non può affatto essere trascurata, tuttavia il Dott. Albera rileva che in alcune occasioni le diagnosi eseguite non sono corrette. Questo, talvolta, è dovuto al fatto che le valutazioni non sono effettuate in modo adeguatamente approfondito, in altre occasioni invece i test sono eseguiti in maniera appropriata, ma l’udito tende a deteriorarsi successivamen

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maggio 24, 2017
Ascoltare la musica usando le cuffie limite

Ascoltare musica utilizzando cuffie e auricolari è un’abitudine piuttosto diffusa tra i giovani, ed è ormai altrettanto noto che questo comportamento, se effettuato in modo eccessivamente reiterato, può implicare dei danni all’udito. Sensibilizzare circa questo aspetto è molto importante, dal momento che si stima che il 25% dei teenager, oggi, trascorra troppo tempo utilizzando le cuffie, e allora qual è il limite che non dovrebbe essere mai oltrepassato? Anzitutto, bisogna distinguere il volume al quale si ascolta la musica: a livelli inferiori di 80 decibel, infatti, è alquanto improbabile che si possano verificare dei danni uditivi, mentre se si ascolta abitualmente musica ad un volume incluso tra gli 80 e gli 85 decibel si potrebbero verificare dei lievi danni nel lungo periodo. Se il volume della musica supera gli 89 decibel e se la si ascolta per più di un’ora al giorno, allora siamo al limite, come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Alla luce di questo è sicuramente un ottimo suggerimento quello di evitare di ascoltare musica in questo modo per più di un’ora al giorno, e il volume della medesima non dovrebbe superare gli 80 decibel. Per tenere alla larga i rischi, inoltre, è un suggerimento altrettanto prezioso quello di evitare cuffie eccessivamente isolanti, ovvero quei modelli molto grandi ed avvolgenti che stanno divenendo di gran moda negli ultimi

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maggio 17, 2017

Sarà realizzata in Abruzzo una ricerca medica fortemente innovativa, la quale prenderà in considerazione il sistema uditivo-vestibolare dei bambini mettendolo in relazione con eventuali disturbi di apprendimento, con un particolare riguardo nei confronti della dislessia. Una ricerca come questa rappresenta una novità assoluta per quel che riguarda il nostro paese, e l’idea nasce da una collaborazione tra alcuni ricercatori dell’Università degli Studi di Torino ed una ONLUS di Vasto, ovvero la Fondazione Padre Alberto Mileno. Come ha dichiarato il Dott. Benito Michelizza, il professionista che si occuperà della coordinazione dello studio, l’obiettivo primario di questa ricerca è quello di valutare se è possibile ottenere dei risultati apprezzabili nel contrasto alle difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo intervenendo tramite un apposito “allenamento” del sistema uditivo e di quello vestibolare. Michelizza ha sottolineato come le interrelazioni tra sistema uditivo e capacità di lettura siano piuttosto note, allo stesso tempo invece la relazione tra funzionalità del sistema uditivo-vestibolare e percezione visiva collegata alla lettura è ancora poco indagata. Questa nuova ricerca potrebbe dunque portare a delle interessanti conclusioni, e l’auspicio è quello che specifici esercizi dedicati ai sistemi ritenuti deficitari possano apportare dei risultati apprezzabili. Qualo

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maggio 10, 2017
Contrastare l

L’acufene è un problema estremamente diffuso, nel mondo proprio come in Italia, e si tratta senz’altro di un qualcosa di molto fastidioso. L’acufene infatti fa convivere la persona con dei fastidiosi ronzii, oppure con dei fruscii, e si può ben immaginare quanto disagio possa comportare tutto questo. L’incidenza dell’acufene è tutt’altro che lieve: si stima che in Italia ne sia interessato ben il 15% della popolazione, percentuale che sale al 30% per quanto riguarda la fascia di età over 70. Questa condizione è spesso sottovalutata, anzi erroneamente non è considerata neppure come una patologia, ed è tutt’altro che rassicurante il fatto che ad oggi non esistano farmaci o terapie specifiche. Un approccio innovativo e molto interessante relativo alla cura dell’acufene è quello presentato da Corrado Lodigiani, responsabile del centro trombosi e malattie emorragiche presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano. Partendo dal presupposto che l’acufene si manifesta assai spesso tra i soggetti che manifestano casi di depressione ed analoghi disturbi psicologici, Lodigiani afferma che l’acufene potrebbe non essere una causa dei medesimi, come si è diffusamente portati a credere, ma bensì una conseguenza. L’intento è dunque quello di riuscire a sconfiggere l’acufene attraverso delle terapie che intervengono sulla psiche, e non si sta parlando delle tradizionali sedute di psicoterapia, q

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maggio 3, 2017
Importante prevenire disturbi uditivi

Prevenire i disturbi dell’udito è fondamentale, anche in considerazione del fatto che, sulla base delle stime, ben 6 casi di ipoacusia su 10 potrebbero essere evitati riuscendo a intervenire per tempo. Proprio negli scorsi giorni l’OMS ha tracciato il quadro del peso economico legato ai disturbi uditivi, un vero e proprio macigno che ammonta a circa 750 miliardi di dollari annui su scala globale e che nella sola Italia è stato stimato in 21 miliardi di euro. Al di là dei dati di natura economica, che pure rendono bene l’idea di quanto questa problematica sia grave, è evidente come i difetti uditivi meritino di essere contrastati con la maggiore accortezza possibile. Anzitutto un buon udito è fondamentale nel bambino, in quanto favorisce la socializzazione, le capacità di comprensione e la costruzione di buone proprietà di linguaggio. Negli anziani la perdita di udito può accentuare la possibilità che possano rivelarsi delle cadute, allo stesso tempo purtroppo può essere messa in relazione con il decadimento cognitivo. Una persona che ha difficoltà uditive tende spesso a isolarsi e può essere più esposta a maturare degli stati depressivi, senza ovviamente trascurare il fatto che i problemi uditivi riducono l’efficienza dal punto di vista professionale. Una persona con difficoltà uditive ha il doppio delle possibilità di restare disoccupata, e anche questo è un motivo per curare

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aprile 26, 2017
Declino uditivo e inquinamento acustico

A breve distanza dalla Giornata Mondiale dell’Udito, celebratasi il 3 marzo, ci si è interrogati su quale sia la condizione media dell’udito nelle varie zone del mondo, e i dati non sono risultati affatto confortanti. In molte città, infatti, l’inquinamento acustico si è rivelato davvero consistente, e non è certamente per caso se proprio in questi centri urbani l’udito della popolazione è risultato peggiore. La società tedesca Mimi Hearing Technologies ha somministrato un test dell’udito a ben 200.000 persone utilizzando un’App, e i risultati sono stati molto interessanti. Come accennato, nelle città più rumorose al mondo le persone hanno dimostrato di avere un udito più “vecchio” rispetto alla media: prendendo ad esempio una città molto rumorosa come Delhi, infatti, gli abitanti della medesima hanno di fatto un udito più vecchio di 19 anni rispetto all’età biologica della persona, in sostanza una persona di 40 anni ha l’udito di una persona di 59. Per completezza va detto che anche nelle città più virtuose dal punto di vista dell’inquinamento acustico i dati non sono molto distanti, tuttavia è innegabile che non essere costantemente esposti a dei fastidiosi rumori è un vantaggio non da poco. Quali sono, dunque, le città dove l’udito tende a deteriorarsi più facilmente, ovvero le città più rumorose? Oltre alla già menzionata Delhi, sono delle città molto ricche di rumori la ci

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aprile 19, 2017
Campagna udito dica 33

L’udito è un senso preziosissimo, assolutamente fondamentale per la qualità della vita della persona, di conseguenza è importantissimo riuscire a preservarlo con la dovuta attenzione. Come recentemente confermato dall’OMS, purtroppo, i rischi per il benessere uditivo si stanno moltiplicando, soprattutto per i giovani, di conseguenza è molto importante che si acquisiscano dei comportamenti virtuosi da questo punto di vista. Alla luce di questo l’associazione Nonno Ascoltami!, con il patrocinio del Ministero della Salute, in occasione della Giornata Mondiale dell’Udito tenutasi lo scorso 3 marzo ha promosso la campagna di sensibilizzazione Dica #33, simboleggiata ad un uovo. L’associazione Nonno Ascoltami! Ha prodotto un vero e proprio “decalogo” ricco di consigli utili per preservare sempre al meglio il proprio udito, dei suggerimenti che si rivelano molto interessanti soprattutto per i giovani, i quali spesso tengono dei comportamenti non proprio virtuosi da questo punto di vista. Anzitutto non bisogna esagerare nell’ascoltare musica con auricolari e cuffie: non dovrebbero mai essere superate le 8 ore di ascolto al giorno, inoltre il volume non dovrebbe essere mai superiore al 60% dell’intensità massima. In ambienti particolarmente rumorosi, come possono essere ad esempio le discoteche, è importante proteggere le orecchie con dei tappi. Alcuni farmaci possono implicare dei dife

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